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Fiavet: "Direttiva pacchetti e fondo di garanzia tra i nodi politici"

02/03/2018 11:52
Il presidente della sezione laziale Ernesto Mazzi chiede al prossimo governo anche il ripristino di un Ministero dedicato esclusivamente al turismo

La debacle del referendum costituzionale pesa sulle politiche unitarie del turismo. Ernesto Mazzi, presidente di Fiavet Lazio, non nasconde l’esigenza di politiche nazionali “per avere una maggiore forza sia a livello normativo che promozionale”.

“Credo nella necessità di un ripristino del Ministero del Turismo”, afferma. “Non è sbagliata l’associazione del turismo alla cultura – prosegue - ma dovrebbero essere due dicasteri distaccati, anche per avere precisi referenti interni”. Quanto alle competenze regionali, “già dobbiamo lottare contro i nostri competitor internazionali, fare la guerra anche alle altre regioni non giova senz’altro al settore”.

Il fondo di garanzia è per Mazzi un altro problema da affrontare unitariamente nella prossima legislatura: “Essendo passati dal pubblico al privato siamo nel campo delle assicurazioni e non tutti possono attivarle, e poi ci sono diversi tipi di fondo”. Secondo il presidente dovrebbe esserci una regolamentazione comune per i fondi di garanzia, un controllo sulla loro elasticità e portata, e anche sulle tempistiche di rimborso.

Stessa uniformità di regole viene richiesta sui gravami fiscali diretti e indiretti. Infine la direttiva pacchetti, che rappresenterà per Fiavet la spina nel fianco dei prossimi legislatori. “Ieri la seduta per il recepimento della direttiva è andata deserta in aula, se continuiamo così rischiamo che venga recepita come è stata scritta, in tutta la sua rigidità. Il problema non è per l’aula vuota a fine legislatura, ma il fatto che la direttiva è stata scritta nel 2016”. 

“Se verso il fondo di garanzia abbiamo avuto un atteggiamento inevitabile di rassegnazione - ha concluso Mazzi - sulla direttiva pacchetti abbiamo lavorato per avere una normativa condivisa; un domani vederla passare senza le modifiche richieste potrebbe essere veramente un peccato”. La battaglia più grande da fare, entro luglio, per Fiavet resta la stessa: “Non possono esserci figure professionali, non meglio definite, abilitate a creare e vendere pacchetti turistici”. l.s.


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