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Blockchain e travel, dai bagagli all’identità digitale

19/03/2018 14:00
Geronimo Pirro, Amadeus Italia: “In sette anni sarà mainstream, a patto migliori i tempi di transazione”

Il tempo che le nuove tecnologie impiegano a diventare mainstream (convenzionale, dominante) è il tempo della loro affermazione più piena: quanto impiegherà la blockchain, nata nel 2009? “Attualmente in fase di adozione, gli analisti ritengono che fra sette anni potrebbe diventare comune e ampiamente applicata”, spiega il direttore marketing di Amadeus Italia, Geronimo Pirro, intervenendo a Netcomm Focus Travel.

Conosciuta per le applicazioni di monete virtuali (bitcoin una di queste), con tutto lo strascico di perplessità che scaturisce dalle speculazioni finanziarie in piena ‘bolla’, la blockchain potrebbe rivelarsi una tecnologia rivoluzionaria nel settore dei viaggi. Laddove si attuano transazioni di pagamento, accesso ai database di prenotazione, così come interrogazioni dei sistemi informatici per annotare e trasmettere identità o codici, il modello della “catena di blocchi” potrebbe sbaragliare quelli attuali governati da un gestore centrale. Affascina il fatto che “ogni variazione della catena deve essere validata da tutti i partecipanti”, dunque l’informazione creata in quel punto è accessibile a tutti e non modificabile. Nonostante l’aspetto teorico di difficile comprensione per chi non ha qualche rudimento d’information technology, esistono dei progetti che aiutano.

Quattro i casi individuati da Pirro, il primo di essi, già prototipo, riguarda il tracciamento bagagli. “Un comparto che comporta una spesa di 2,3 miliardi di dollari per le compagnie aeree – afferma -, con almeno sette attori e centinaia di processi che entrano in contatto con una valigia su un volo Nizza-Los Angeles via Monaco, ad esempio”. Amadeus sta sviluppando il progetto con la tecnologia blockchain, che consentirà il pieno controllo dell’itinerario delle valigie non tanto per evitarne lo smarrimento, quanto per ricongiungerle al proprietario prima o in contemporanea del suo arrivo a destinazione.

L’identificazione digitale è un altro esempio in cui l’innovazione potrebbe essere attuata. Durante un viaggio viene richiesta l’identità del viaggiatore molte volte (aeroporto, hotel, auto noleggio), se questa fosse trasferita in un Qr code o un token che sostituisce il passaporto le procedure sarebbero più snelle. Lo stesso si dice per i programmi fedeltà: “Solo il 40% delle miglia aeree-premio sono godute, se avessimo piattaforme universali sulle quali i programmi di fidelizzazione operano si potrebbe convertirle in valuta virtuale per utilizzi diversificati”. Infine, l’applicazione più ovvia, nei sistemi di pagamento elettronici.

“Abbiamo impiegato trent’anni ad acquisire il protocollo di comunicazione internet Tcp/Ip, ma per la blockchain i tempi corrono più velocemente e speriamo anche quelli di esecuzione di una transazione, che devono migliorare: la nuova tecnologia impiega dai 5 ai sette secondi, mentre con Amadeus ne realizziamo 19mila in un secondo”, conclude Geronimo Pirro. p.ba.


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