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Direttiva pacchetti: allarme Assoviaggi, Federturismo e Fiavet

09/05/2018 16:57
Le tre sigle si rivolgono al Mibact e al Governo per eliminare le difformità rispetto al testo dell’Ue

Assoviaggi Confesercenti, Federturismo Travel Confindustria e Fiavet Confcommercio alzano un grido di allarme al Governo ed al Mibact contro il rischio di recepimento della direttiva pacchetti e servizi turistici collegati in modo difforme dal testo approvato dall’Unione Europea.

"Dopo aver letto i pareri approvati dalle Commissioni Speciali di Camera e Senato, i tre presidenti Gianni Rebecchi – Assoviaggi, Andrea Giannetti - Federturismo Travel e Jacopo De Ria - Fiavet, manifestano forte preoccupazione relativamente ad alcuni passaggi presenti nel testo dei pareri  - afferma una nota congiunta -, specialmente quando si fanno delle aperture ingiustificate al settore ricettivo e contemporaneamente si inseriscono degli appesantimenti operativi al settore dell’intermediazione turistica".

“Abbiamo seguito l’iter in Parlamento partecipando all’audizione del 24 aprile presso le Commissioni Speciali riunite in sede comune, ed inviando ai presidenti, ai relatori, ai senatori ed agli onorevoli il documento con le osservazioni relative al settore dell’intermediazione turistica - prosegue la nota -. Alcune indicazioni sono state recepite come le tutele per il turismo scolastico, il contrasto all’abusivismo e l’azione di regresso nei confronti dei fornitori di servizi. Non capiamo invece come si possa andare nella direzione opposta alla direttiva sulla questione dei servizi accessori e della responsabilità sussidiaria”.

“Uno degli scopi dichiarati della nuova direttiva  - si conclude - è di non creare situazioni discriminatorie sul mercato interno dell’Unione Europea. In questo modo le agenzie di viaggio italiane saranno penalizzate rispetto ai competitor europei. Chiediamo quindi al Governo ed al Mibact di far rispettare le stesse regole per gli operatori che sono nello stesso mercato e che vendono servizi turistici, rispettando le modalità previste nella direttiva Ue, per chiarezza nei rapporti commerciali, per limitare i contenziosi giudiziari ma soprattutto per garantire i consumatori da eventuali aggiramenti delle tutele previste nei loro confronti”.


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