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Jannotti Pecci, Federterme: "Su Promuovitalia responsabilità del Mibact"

16/05/2018 09:59
Il presidente dell'associazione aderente a Confindustria critica il ministro uscente Dario Franceschini sul caso della società pubblica fallita due anni fa

Arrivano forti critiche al ministro uscente del Mibact Dario Franceschini sul “caso Promuovitalia”, l’azienda pubblica vigilata dal ministero dei Beni culturali e fallita due anni fa.

Ne è protagonista Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme, che dopo aver ricordato “la pessima gestione dell’Enit ed il dissesto della società vigilata Promuovitalia, cagionato per responsabilità anche di funzionari ministeriali” prosegue affermando che “a riprova delle mie considerazioni vi è la notizia, appresa nelle scorse settimane, che il Gip del Tribunale di Roma ha disposto l’imputazione coatta a carico dell’ex direttore generale di Promuovitalia, per gravi reati informatici. Come presidente dell’azienda pubblica tra il 2012 ed il 2014, avevo denunciato insieme al CdA i manager infedeli all’Autorità giudiziaria, senza avere alcun sostegno dal suo ministero. Anzi, funzionari collusi e dirigenti inadeguati hanno cercato di ostacolare l’accertamento della verità, arrivando ad impedire che venissero portati a termine i controlli da noi disposti”.

E Jannotti Pecci rincara le accuse: “Siamo stati lasciati soli nelle battaglie per fare chiarezza su una serie di gravi questioni emerse: nessuno al Mibact ha riconosciuto il nostro lavoro per moralizzare Promuovitalia, assicurare piena trasparenza e riportare la correttezza nella gestione. Anzi siamo stati ostacolati fino ad impedirci di portare a termine il mandato. Abbiamo assistito, in silenzio, per quattro lunghi anni, ad ogni forma di manipolazione della verità messa in atto dai responsabili del dissesto e degli illeciti nel tentativo di sottrarsi agli accertamenti delle Autorità competenti e di influenzare addirittura le decisioni del Ministero”.

Ma, afferma Jannotti Pecci, “abbiamo sempre ritenuto che le colpe non fossero solo dei manager interni: il malaffare è stato anche favorito dalla omessa vigilanza del Mibact e da funzionari pubblici compiacenti. Mi auguro che i responsabili politici ed amministrativi dei comportamenti illeciti emersi in questi anni saranno presto chiamati a rispondere del loro operato e del dissesto che hanno cagionato”.


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