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Brand Usa, il finanziamento esce dal budget federale

22/05/2018 14:29
Dal 2020 le risorse dell’Esta destinate all’ente di promozione verranno versate in un paniere più generalista. Le lobby al lavoro per ridiscutere il sostegno all’ente di promozione

Dal 2020 Brand Usa non riceverà più i fondi direttamente dal Governo, ma verranno allocati in un paniere insieme alle risorse destinate a molteplici enti. Questa nuova procedura torna a gettare qualche ombra sulla continuità dell’ente di promozione turistica degli Stati Uniti. Anche se, effettivamente, si tratta di prassi in quanto ogni cinque anni, l’organismo creato da Barack Obama è oggetto di ri-conferma governativa. Autorizzato nuovamente nel 2015, il Congresso ha più recentemente assicurato che il sistema di finanziamento rimane l’Esta dei viaggiatori fino al 2027. E questa è una buona notizia. La novità consiste nel fatto che la raccolta non verrà assegnata esclusivamente a Brand Usa, bensì finirà in un “calderone” poco gestibile in autonomia.

“Come ho già avuto modo di spiegare l’anno scorso, Brand Usa è qui per rimanerci e molte ‘prove’ sono state fornite per dimostrarne l’importanza e l’indiscutibile valore nel portare turisti internazionali – commenta il presidente della Us Travel Association (Usta), Roger Dow, da Ipw a Denver -. Quanto possiamo fare ora è continuare la nostra consueta azione di lobbying al Congresso, con il quale siamo impegnati su diversi fronti”.

In sostanza, il rifinanziamento dal 2020 in poi è solo uno dei dossier cui la potente associazione di imprese del turismo a stelle e strisce lavora a stretto contatto con la politica. Altri temi caldi sono gli open skies, con l’ancora attiva questione dell’apertura senza restrizioni alle compagnie del Golfo: la Usta ripete senza sosta, attraverso tutti i suoi canali di comunicazione, che la presenza di più vettori a servire gli Usa significa più vantaggi per i viaggiatori e più posti di lavoro. E ancora, le politiche di ingresso tra visti, Esta e controlli. “Il ruolo di Brand Usa in questo caso è di spiegare a tutti i Paesi le modalità per entrare negli Stati Uniti, ma soprattutto far comprendere l’importanza delle policy”, ha detto il presidente Chris Thompson.

Sui risultati delle iniziative di marketing dell’ente, è stato fornito lo studio di Oxford economics, che dimostra la creazione di 51mila posti di lavoro aggiuntivi ogni anno dal 2013, come vi abbiamo scritto precedentemente in questa notizia. p.ba.

 


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