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Lolli: "Serve un turismo Made in Italy e non 'Made in regione'"

30/05/2018 11:15
Il coordinatore turismo della Conferenza delle regioni: "Un diverso modello di offerta turistica che riconosca le specificità ma che riesca a sfruttarle attraverso un buon piano marketing"

Giovanni Lolli, vicepresidente della Regione Abruzzo e coordinatore per il turismo della Conferenza delle Regioni, è intervenuto al seminario Turismo di Ritorno voluto dalla Farnesina, affermando che bisogna puntare sugli italiani all'estero nell'incentivare gli investimenti e contrastare lo spopolamento dei borghi. D'altronde, dice: "Sono circa 80 milioni le persone di origini italiane che vivono fuori dall'Italia".

Nonostante la stasi politica, il lavoro delle regioni procede in attesa di un governo con il quale interloquire, tanto che nel pomeriggio di ieri, 29 maggio, Lolli partecipava alla conferenza degli assessori. "Abbiamo avuto un ottima interlocuzione con il ministro e con il Ministero attuale, cosa che non è successo con altri ministeri, Franceschini ha capito che conveniva avere un rapporto propositivo con le Regioni".

L'obiettivo più urgente sembra essere quello di rendere omogeneo il turismo in arrivo nel Belpaese. "Abbiamo rinunciato già da tempo a promuovere il made in Abruzzo - dice Lolli, che prosegue - puntiamo a dare spazio ad un ben più omogeneo made in Italy". Per farlo deve passare un diverso modello di offerta turistica che riconosca le specificità di ogni territorio, ma che riesca in egual modo a sfruttarle attraverso un buon piano marketing.

A proposito di omogeneità, il lavoro da fare per superare le due Italie è ancora lungo. In questo Lolli è molto chiaro: "Abbiamo un incremento del turismo, ma che è tutto concentrato nelle aree di città d'arte e nelle località tipiche come le Cinque Terre. Lo scenario è quello di aree troppo piene e altre troppo vuote. Finora non è stato fatto a sufficienza per far confluire il turismo verso quell'area italiana ancora poco battuta. È proprio questo il nostro obiettivo: migliorare le infrastrutture, i servizi e i trasporti in quelle aree dove si vuole incrementare l'incoming". g.i.t.


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