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Coniugare ecocompatibilità e successo: le regole d’oro di Hotel Rewind

22/06/2018 11:41
Ieri la tappa milanese del forum con i preziosi consigli degli operatori di settore
Quanto ancora bisogna aspettare per riqualificare l’industria turistico-alberghiera? È stato questo il tema della tappa milanese di Hotel Rewind, il forum itinerante organizzato da Agorà e Hotel Volver. Il vetusto parco alberghiero italiano, oggi, per spese energetiche e smaltimento rifiuti paga una “bolletta” da 3.36 miliardi di euro. Un conto decisamente salato che Federico Della Puppa, economista esperto in pianificazione strategica e marketing territoriale, abbatterebbe suggerendo agli albergatori cinque punti chiave. “Avviare audit energetici per sviluppare adeguati business plan, effettuare analisi sui sistemi di gestione delle varie facilities, realizzare lavori di riqualificazione energetica, adottare soluzioni circolari nella gestione e usare bene gli incentivi. Con i giusti investimenti, la bolletta calerebbe di un importo che oscilla tra i 672 milioni e 1.3 miliardi di euro”.
 
Alessandro D’Andrea, presidente nazionale associazione direttori albergo, è concorde con il piano d’intervento del ministro dell’Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio. “Ritengo che la proposta di revisione dell’Enit e la verifica delle stelle assegnate agli hotel siano dei punti chiavi. È compito di un albergo continuare ad ammodernarsi per mantenere standard qualitativi
all’altezza della classificazione”. Può capitare a volte, poi, che le scelte prese dagli alberghi non vengano comprese dalla clientela. “Mantenere temperature costanti all’interno della camera e un cambio di biancheria non eccessivo, sono opzioni che possono salvaguardare l’ambiente e abbattere i costi, tuttavia possono essere valutate non all’altezza degli standard. –spiega Maurizio Naro proprietario Four Points by Sheraton e presidente Apam Milano- In questa direzione mi sono impegnato io stesso con la chiusura dell’hotel per due mesi per apportare opere di ristrutturazione sugli ascensori (che contribuivano da soli a un impiego del 10% dell’energia) e per l’installazione di centraline per il monitoraggio dei consumi”.
 
L’attività dell’architetto Simone Micheli, invece, si basa su tre capisaldi: al primo posto le idee, poi la sostenibilità e infine la costruzioni di alberghi come opere d’arte. “Per vincere la battaglia commerciale in questo settore dobbiamo cambiare orizzonte, per fare alberghi d’innovazione bisogna superare gli stereotipi. Realizzare hotel vincenti, in tema di redditività, non è semplice. Solo se ideati, e vissuti, come opere d’arte diventano un volano di emozioni e di ricordi. In questo modo l’esperienza diventa memoria”. Il soggiorno in una struttura, però, non è fatto solo di comfort e di servizi, ma anche di rapporto con il personale. A incidere sulla positività di un’esperienza in hotel, quindi, sono anche le persone con le quali si entra in contatto. Un algoritmo ad hoc mette in relazione le posizioni aperte in hotel con i profili corrispondenti dei candidati. “L’unico driver che ci distingua in questo mercato è trovare le risorse umane adeguate. – spiega Elena Costa responsabile commerciale di JobValet. – Il settore hospitality presenta uno dei tassi più alti di turnover con necessità di un’attività continua di recruiting. Inoltre, molti dei ruoli dell’hotellerie e della ristorazione non sono intercambiabili e gli hotel sono costretti a garantire una continuità di servizio h 24 e 7 giorni su 7”. Al momento la piattaforma, online da marzo 2017, conta 110 profili mappati, 30mila candidati e 230 strutture. s.f.

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