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Dentro l’Idd: cosa succede all’assicurazione di viaggio in agenzia

22/06/2018 12:05
Erv Italia: “Le polizze accessorie sono un mercato di milioni di assicurati”

Guidaviaggi.it continua a sondare il mercato assicurativo sull’Idd, la nuova direttiva che cambierà la vendita delle polizze in agenzia di viaggio, da ottobre. Come emerso nelle notizie precedentemente pubblicate, le nuove regole vengono interpretate positivamente dalle compagnie.

 “Il recepimento della direttiva Idd in Italia rappresenta una formidabile opportunità di ammodernamento nonché di innalzamento delle tutele rivolte al consumatore in termini di chiarezza dei servizi offerti, trasparenza delle condizioni e maggiore semplicità di fruizione del servizio”, osserva Dario Giovara, direttore generale di Erv Italia.

Valore

Questo vale specialmente nel settore delle polizze cosiddette accessorie, ovvero vendute in abbinamento ad altri servizi, quali i viaggi, la telefonia, la fornitura d’energia e molti altri ancora. “Nel 2014 l’Ivass condusse un’indagine conoscitiva dalla quale emerse la vasta diffusione del fenomeno – informa il direttore-: nel complesso vennero rilevate circa 1.600 tipologie di contratti per un totale di oltre 15 milioni di assicurati, mentre nel solo settore del turismo furono identificati circa 300 contratti e quasi 3 milioni di assicurati”. Questo ad indicare che il comparto delle polizze accessorie è ben nutrito.

Per Erv esiste la necessità di regolamentare meglio: “Non possiamo che accogliere con favore il contenuto della direttiva: i benefici saranno molti, con maggiore soddisfazione del consumatore e minore spazio per lamentele o cattive sorprese in sede di sinistro, a vantaggio di tutti gli operatori, agenzie di viaggi incluse”.

 Ovviamente, queste regole potranno comportare uno sforzo addizionale e a questo proposito le associazioni di categoria (Ania, Sna) “stanno lavorando a stretto contatto con l’Ivass e con la Commissione speciale parlamentare per fare in modo di non rendere il lavoro troppo complicato agli operatori” che non trattano quotidianamente la distribuzione assicurativa. “A tale proposito, sembrerebbe che alle agenzie di viaggio possa essere applicato il limite di esenzione di 200 euro a persona, per non dovere iscriversi al registro unico degli intermediari assicurativi”, conclude Giovara. p.ba.


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