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Hebara: "Tunisia in ripresa, ma gli italiani sono pochi"

06/07/2018 08:33
Gli inglesi, che sono stati fermi due anni, sono tornati in forze, così come i francesi o i tedeschi, dall'Italia ci sono timidi segnali, intanto calano gli impegni sul fronte del volato

La situazione attuale in Tunisia mostra un quadro piuttosto chiaro, si assiste ad una ripresa da parte dei mercati europei quali "Francia, Germania, Russia, Inghilterra, ma sono ancora pochi gli italiani”. A fare questa constatazione è Jalel Hebara, presidente e direttore generale dell’Hotel Djerba Golf Resort & Spa, che ha appena terminato la prima fase del progetto di restyling ed è in apertura a luglio, "stiamo mettendo i fiori", afferma per far comprendere che la prima fase di ristrutturazione, che ha previsto degli interventi tecnici, è terminata. In inverno ci sarà la seconda. 

Il modello Sharm

Cosa sta accadendo ora nel Paese? Secondo Hebara sta avvenendo ciò che è successo per Sharm, "quando gli italiani lasciano spazio ai russi, le quote si spostano a favore dell'Est". Una situazione dettata dal fatto che "i grossi player sono stati 2/3 anni avendo ridotto gli impegni e ora si riaffacciano, sperando di trovare posto", osserva il manager, mettendo in luce il fatto che questa riduzione potrebbe non giocare a favore degli operatori italiani, che rischiano di perdere posizioni rispetto agli altri mercati. "La presenza di un pool di operatori (4/5) su un medesimo aeromobile (split charter in alta stagione) da 150 posti per la Tunisia è un timido segnale dove tutti hanno preso pochi impegni. Lo stanno facendo quest'anno, mentre avrebbero dovuto farlo già l'anno scorso - commenta Hebara -, adesso rischiano di trovare meno spazi, ma spero di sbagliarmi".

Gli impegni

Parlando di numeri, prima il numero di posti aerei charterizzati era "di 7-8mila a settimana, ogni operatore aveva almeno 10 macchine in altissima stagione, circa 1500 posti da moltiplicare per cinque o sei operatori. Sul fronte letti avevano 5 o 6 villaggi a cui sommare i posti in allotment della programmazione generalista". La situazione attuale vede un overbooking nelle 4-5 settimane importanti, "Djerba si conferma la regina della Tunisia, ma la richiesta è un po' in tutte le destinazioni del Paese, Mahadia, Monastir, Tabarka, Hammamet, che sono vicine ai grossi centri urbani. Bisogna anche tener presente che in alta stagione c'è il turismo locale o limitrofo, per esempio gli algerini che soggiornano vicino alla capitale". 

I mercati

Parlando del trend della domanda il manager afferma che "una ripresa effettiva c'è già, tutta la Tunisia è piena, ma non di italiani". E’ questa la nota dolente da non sottovalutare secondo Hebara. “Oggi gli italiani si affacciano con timidezza, mentre altri mercati europei, come per esempio gli inglesi, che sono stati fermi due anni, sono tornati in forze, così come i francesi o i tedeschi”, osserva. L'intenzione del manager non è quella di criticare il mercato italiano o le scelte fatte dagli operatori, quanto piuttosto stimolare il nostro Paese alla ripresa dei flussi verso la Tunisia e il manager qualche ragionamento in questo senso lo sta già facendo con il suo Djerba Golf Resort & Spa. s.v.

 

 

 

 


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