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Ecco il nuovo Tripadvisor: un social network dei viaggiatori

18/09/2018 09:20
Oltre 500 i brand e gli influencer coinvolti come creatori di contenuti per la rivoluzione "professionale" del sito di viaggi che nel 2017 ha influenzato la spesa turistica globale per 546 miliardi di dollari

Non è mai troppo tardi per cambiare, anche se sei il primo di sito di viaggi al mondo con 661 milioni di recensioni e nel 2017 hai influenzato per 546 miliardi di dollari la spesa turistica globale (pari al 10,3%), secondo quanto ha calcolato Oxford economics.

Con tono molto pacato, in blue jeans e qualche minuto dopo le 15 di ieri (ora italiana), Steve Kaufer, ceo e fondatore di Tripadvisor, si è collegato in streaming dal Crosby street hotel di New York per annunciare la rivoluzione della “più grande community di viaggiatori al mondo con 456 milioni di visitatori unici ogni mese”.

In estrema sintesi, Tripadvisor diventa un social network, nel senso che agirà come tale al fine di permettere agli utenti ancora più personalizzazione nella composizione degli itinerari e di ispirarsi utilizzando contenuti condivisi da esperti, dunque editori, influencer e altri siti web che “posteranno” video, testi e immagini professionali.

“Conoscere meglio per prenotare meglio è il concetto che sta alla base del nuovo Tripadvisor – spiega Kaufer -: voi volete ispirarvi dalle persone nelle quali riponete fiducia. Dopo avere navigato sulla piattaforma potrete salvare le idee di viaggio, prenotare direttamente l’hotel consigliato dalla persona che avete scelto di seguire e a vostra volta suggerire e ri-condividere ai vostri follower e amici i contenuti su quella destinazione. Naturalmente potrete fare tutto questo anche mentre siete in viaggio, ricevendo delle notifiche in base alla geolocalizzazione che vi saprà essere nelle vicinanze di un ristorante oppure un museo che potrebbe interessarvi visitare”.

Durante la presentazione che Guida Viaggi ha seguito in diretta, Kaufer mostra un vero e proprio “feed” in cui ogni utente vedrà i post delle persone o dei profili che avrà scelto di seguire, come accade con Facebook e altri social network. “Grazie al primo “feed viaggi” del mondo, i membri di Tripadvisor potranno conoscere le informazioni più rilevanti (termine che Kaufer utilizza spesso durante l’intervento, ndr) nella fase di pianificazione del viaggio – continua – e saranno assistiti durante l’intero processo di progettazione”.

“Espandere la community”, 500 brand come creatori di contenuti

Parte fondamentale di questa trasformazione è l’avere incluso tra i “content feeder”, coloro che alimenteranno le bacheche degli utenti, per utilizzare una definizione dei social network, oltre 500 soggetti d’indubbio alto profilo. I creatori di contenuti vanno dal partner numero uno National Geographic (Ng) agli enti del turismo come quello di New York, ci sono influencer come l’italianissimo Insopportabile e Gopro, Condé Nast, i blog Mangia Vivi Viaggia, A Day in Rome. Soggetti non propriamente "anonimi", come i giustamente criticati recensori con i quali il portale è nato.

Perché gli editori dovrebbero partecipare a creare contenuti per Tripadvisor? Lo spiega così Chris Thorman, vice president community products & growth di Ng: “Vogliamo raggiungere i nostri lettori ovunque stiano consultando contenuti ed essere disponibili su tutte le piattaforme per permettere alle persone di interagire con il nostro brand”. Ecco che l’innegabile autorevolezza della testata e della casa editrice supporterà con i propri video e immagini professionali il “feed viaggi” del nuovo Tripadvisor.

Attualmente la piattaforma è in versione beta e verrà rilasciata su tutti i 49 mercati e 28 lingue entro il 2018. Altre funzionalità completeranno la trasformazione in un progetto che molto assomiglia a Facebook, per quanto abbiamo potuto scoprire dalla presentazione di ieri.

Una riflessione: emerge in maniera ancora più potente come la priorità per l’economia digitale sia fare vivere “live” l'esperienza, attraverso tutta la tecnologia letteralmente a portata di mano, e che a raccontarla siano “i brand che gli utenti seguono, di cui si fidano, del loro palcoscenico o contesto in cui si trovano”. Quell’altrimenti detta “wisdom of the crowd”, la saggezza della folla, che sta alla base dell'inarrestabile successo dei social network, sempre di più strumenti professionali. p.ba.


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