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Italia punta di diamante nel tax free dei mesi estivi

03/10/2018 14:55
A dirlo gli ultimi dati eleborati da Planet; nel solo mese di agosto il nostro Paese ha realizzato un incremento del 7% degli arrivi extra-Ue e un +5% di vendite esentasse rispetto al 2017

Italia in pole position all’interno del comparto tax free europeo nei mesi estivi: a dirlo gli ultimi dati eleborati da Planet, società che offre soluzioni integrate per i pagamenti internazionali, inclusi i servizi di rimborso Iva (il nuovo marchio di Premier Tax Free).

Nel solo mese di agosto il nostro Paese ha realizzato un incremento del 7% degli arrivi extra-Ue e un +5% di vendite esentasse rispetto al 2017. A livello europeo ci si è attestati a un +3% di arrivi e -2% nelle vendite tax free sempre rispetto al medesimo periodo del 2017. Solo la Germania, paragonata agli altri Paesi della top 5 (con Francia, Regno Unito e Spagna) ha subito un vero e proprio calo, con una flessione del 4% nelle vendite tax free e del 5% negli arrivi.

Un andamento positivo quello italiano, che va a confermare il posizionamento del Paese durante tutto il 2018, unica nazione a generare incrementi in tutti gli indicatori chiave del comparto, registrando da inizio anno una media del +6%  nel volume di vendita esentasse, del +2% nel valore medio per transazione e del 7% negli arrivi.

Per quanto riguarda le nazionalità dei visitatori, il podio continua a essere composto dalla triade Cina, Stati Uniti e Russia, ma in agosto complice la festività islamica Eid al-Adha (18-24 agosto) sono tornati a crescere anche i viaggiatori dal Medio Oriente. Tale momento ha portato a un incremento del 21% rispetto al periodo di festività 2017 nelle vendite tax free da parte dei retailer italiani a questi acquirenti.
Tale aumento si aggiunge a quello registrato nella settimana successiva a quella del Ramadan 2018 (14-20 giugno) in cui il volume di vendite tax free ai viaggiatori musulmani in Italia è cresciuto del 15% rispetto alla fine della festività islamica del 2017. 

Vanno però fatte alcune considerazioni. “I cinesi continuano a venire in Italia, ma comprano di meno perché il potere d’acquisto della yuan si è ridotto – afferma Sara Bernabè, country manager Italia di Planet – e i russi sono calati drasticamente non solo ad agosto, ma anche nel raffronto con l’anno intero, quando un tempo rappresentavano gli acquirenti numero uno. Oggi per un euro ci vogliono quasi 70 rubli, quando quattro anni fa ce ne volevano 35 e nel 2017 ne occorrevano 68". n.s.


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