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Il rischio climatico sale al primo posto per gli italiani

09/11/2018 10:43
Dall’Axa forum emerge il ruolo delle assicurazioni come alleate della qualità della vita, grazie alla tecnologia

“Le università in Italia hanno investito 16 milioni di euro per progetti di mitigazione dei rischi ambientali e noi come Axa siamo stati tra i primi a credere nella green economy, per gli italiani il rischio legato al clima sale al primo posto delle paure”, è Patrick Cohen, ceo di Axa in Italia ad aprire il forum (link) con queste parole, per introdurre il tema del nuovo ruolo che le assicurazioni vanno assumendo in una società tecnologicamente evoluta, ma sempre fragile o forse solo più consapevole delle criticità.

Le paure

Guardando ai rischi emergenti e alle previsioni di essi, gli italiani temono anzitutto quelli ambientali, socioeconomici e legati alla salute in questa misura: il 46,7% mostra massima preoccupazione per le conseguenze del surriscaldamento del pianeta e ben l’89,7% è d’accordo con la necessità di adottare nuovi modelli economici che riducano l’impatto ambientale. In ultima battuta vengono i rischi socioeconomici e politici, infine tecnologici: ad esempio, il 15,2% teme i pericoli legati alla riservatezza dei dati e il 14,2% l’intelligenza artificiale e l’avvento dell’Internet delle cose (IoT).

Malattie croniche in evidenza

In fatto di star bene, emerge un’attenzione al benessere in ambito lavorativo: per il 48% significa mantenere un giusto equilibrio tra vita privata e lavoro. Le malattie croniche sono sempre più attuali per il 30,6%. In crescita il livello di consapevolezza della tutela, con il 71,2% d’accordo sull’importanza di una copertura integrativa privata sanitaria. Infine, il 28,8% del campione vorrebbe avere un punto di riferimento a cui rivolgersi in qualsiasi momento per dubbi sullo stato di salute (rispetto al 22,4% del 2015). Cresce quindi l’attitudine positiva verso i sistemi di monitoraggio e la telemedicina: il 74,5% degli intervistati dichiara che si sentirebbe più sicuro se possedesse un dispositivo per contattare medici, persone di fiducia e operatori sanitari. Il 72,9% ritiene positiva la diffusione dell’intelligenza artificiale e per il 76% questa migliorerà concretamente la qualità della vita. Il 47% si sentirebbe più sicuro se in casa avesse un robot come badante.

Il futuro delle polizze

Al mondo assicurativo viene chiesto di innovare: il 65,3% degli italiani sarebbe anche disposto ad acquistare polizze connesse a dispositivi tecnologici in auto e in casa e il 74,9% si sentirebbe più sicuro con un sistema di monitoraggio intelligente per la propria abitazione. L'implementazione di prodotti tecnologici e nuovi canali non va però a erodere l'importanza del fattore umano e la centralità delle reti distributive. I dispositivi tecnologici (indossabili, per auto, o per casa) aumentano il senso di protezione quotidiana, ma l’intermediario resta il canale preferito per l'ascolto delle esigenze, la valutazione dei rischi, l'assistenza in caso di sinistro.

Infine, il ruolo riconosciuto alle assicurazioni va oltre la sfera personale dell’individuo e riguarda l’intera collettività, ad esempio per la tutela dei beni pubblici, come infrastrutture e territorio. “Pubblico e privato devono assolutamente avere un dialogo costante sulla tecnologia – ha detto il ceo di Axa Group, Thomas Buberl -, per fornire alla cittadinanza gli elementi di conoscenza dell’innovazione, perché ne sia consapevole e sappia utilizzarla al fine di migliorare la propria vita”. Robotica, intelligenza artificiale, lettura dei big data biologici coadiuveranno la creazione di una società che saprà smorzare sempre meglio gli effetti negativi che le tecnologie precedenti hanno creato. “La tecnologia non ha fatto che mettere toppe, storicamente – osserva lo scienziato Roberto Cingolani, direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova -, di diverso c’è che è cresciuta la sensibilità di mitigare ciò che le vecchie tecnologie hanno causato”. p.ba.


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