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Enit: "Siamo più snelli e molto operativi"

14/11/2018 15:56
Riaprirà il 1° dicembre l'ufficio di Monaco; nel mirino altre new entry in Cina, Usa ed Emirati

“Quello che portiamo avanti è il concetto di crescita a valore”. Cosi Maria Elena Rossi, direttore marketing e promozione di Enit a Buy Tuscany. “Dobbiamo dare valore al turista e all’Italia come marchio, più valore al nostro prodotto, e dare valore all’impresa turistica e ai territori”. Perché Enit esiste, si è domandata la manager? “Per creare delle matrici a valore sulla base della segmentazione della domanda e del prodotto turistico”. Rossi ha ricordato che al momento sono 29 gli uffici di cui l’agenzia dispone, “distribuiti sui 30 mercati del nostro turismo”. “Siamo poco più di cento, quaranta a Roma e 70 nelle sedi estere. Siamo più snelli e molto operativi”.

Riaprirà, frattanto, il 1 dicembre l’ufficio di Monaco presso l’Istituto di Cultura: "Stiamo aprendo dove già esistono degli uffici nella disponibilità delle ambasciate o di altri soggetti del sistema Italia. Pensiamo di avere una/due persone su Monaco. Sarà un ufficio che avrà come focus sia il Mice che il leisure. Il Mice è molto importante sul mercato della Baviera, di Monaco e il leisure tradizionalmente anche. È importante esserci e aprire nuove strade: quella del bleisure, dell’incentive e della meeting industry in particolare". Nel mirino potrebbero esserci presto altre new entry:  “Noi abbiamo ovviamente le nostre proiezioni, saranno il cda e il Ministro a dire se condividono. Chiaro che la Cina è uno dei paesi su cui investire proprio perché oggi subiamo il turismo, mentre lì va fatto un lavoro di indirizzo”. Enit ha già un ufficio a Pechino, ma città come Canton e Shanghai "sono molto interessanti; qui abbiamo consoli molto attivi che già coinvolgono in iniziative, però un presidio sarebbe auspicabile. Sugli Stati Uniti abbiamo delle prospettive di crescita ancora importanti. Oggi abbiamo uffici a New York, a Chicago e Los Angeles, ci sono spazi di potenziamento, sempre nei limiti di persone brave, che sappiano gestire le relazioni e fare da punto di riferimento per gli operatori. È chiaro che ci piacerebbero anche gli Emirati, un mercato dove dobbiamo però lavorare molto sull’offerta”. n.s.

 

 


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