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Big data e trasformazione per correre veloci

28/11/2018 14:40
Dal forum di apertura dell'evento del Gruppo Uvet i must imprescindibili per rispondere alle esigenze di crescita, minacciate dall'arretratezza nel digitale

Lavorare intensamente sui big data e sulla trasformazione digitale appaiono i due must per le imprese, che più di diventare grandi devono essere veloci nelle risposte al mercato: così stamattina, dal Biztravel Forum di Milano, il presidente del Gruppo Uvet ha mandato un messaggio di fiducia ai partner insieme a lui sul palco e numerosi nella platea del centro congressi Mico. Lo studio Ambrosetti, che come di consueto apre l'evento, ha tracciato segnali più che positivi di crescita del Pil, a +1,2% per l'anno in corso e per il 2019 "ancora del doppio rispetto a quanto è aumentato negli ultimi 20 anni", spiega Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House Ambrosetti. Il dato viene ricavato dall'Uvet Travel Index, che da sei anni anticipa di circa tre mesi le previsioni sulla crescita nazionale. "Andiamo a tutta birra - esclama de Molli -, ma il sistema bancario è fragile e questo crea incertezza per le imprese che devono progettare investimenti di lungo periodo come il Gruppo Uvet". Il manager mette in evidenza, ad esempio, che "il 25% di Jp Morgan potrebbe comprare tutte le principali banche italiane". Eppure le aziende sono coraggiose, non frenano le acquisizioni per diventare più grandi: "Abbiamo voluto una filiera turistica integrata, dobbiamo ora farla crescere e volerle bene - osserva Luca Patané -. Non vedo un pericolo perché siamo in tanti (dipendenti, ndr). Potremo aumentare ancora perché turismo in Italia cresce più di altri settori, ma dobbiamo fare bene le cose e innovare. Le crescite poi si devono accompagnare con i player del mercato".

Si cresce con i partner
Trenitalia, Alitalia e Travelport, i migliori partner di sempre del gruppo, hanno introdotto temi interessanti al dibattito mattiniero che si è interrogato su "Bigger or faster", per concludere che l'importante è "innovare, tracciando i dati". Trenitalia lo farà con l'alta velocità all'estero: "Già oggi non siamo solo in Italia e dal 2020 con l'apertura delle licenze europee, l'alta velocità italiana può espatriare. Siamo presenti in Francia e nel Regno Unito. Non abbiamo concorrenza sull'Av in Europa, in Italia ci ha stimolati", ha detto l'a.d. Orazio Iacono. Sul prodotto ha aggiunto che "dobbiamo offrire combinazioni di viaggio integrate e più semplici da prenotare, non solo un posto a sedere. I big data da utilizzare non mancano tra 500milioni passeggeri all'anno e gli 8 milioni iscritti a Cartafreccia".
Condivide Fabio Lazzerini, chief business officer di Alitalia, che annuncia la ripresa della società di loyalty, di cui la compagnia aveva mantenuto il 25%. Intanto, nell'anno di commissariamento, il vettore nazionale ha ribilanciato il mix leisure e business travel a beneficio di una migliore redditivitá. "Blockchain, big data e intelligenza artificiale saranno i driver dei prossimi anni - incalza Patanè -, ma devo rilevare una certa lentezza delle aziende. Siamo stati primi a mettere Trenitalia sul self booking tool, ad esempio, e i primi a introdurre uno strumento di prenotazione simile in Europa, dieci anni fa. Siamo riusciti ad ottenere che il 5% dei nostri clienti lo utilizza. Se sui social media gli italiani sono stati velocissimi ad utilizzarli, sulle tecnologie di prenotazione siamo indietro. E il gap tra avvocati e ingegneri mi fa pensare che passiamo il tempo a litigare, invece di cercare un futuro per l'Italia".

Effetto Ndc sui Gds: -15% delle prenotazioni
L'analisi delle prenotazioni dei voli via Gds mostrata da Damiano Sabatino, Vp Southern Europe e Nord Africa di Travelport è un'altra fonte di numeri preziosi per programmare gli investimenti. Nella slide gli Stati Uniti svettano per crescita dei flussi inbound (+14%) mentre la Germania perde prenotazioni sia verso l'Italia sia degli italiani verso di essa. La notizia non è la flessione, bensì il fatto che è generata dalla spinta su Ndc di Lufthansa, che quindi toglie bookings via Gds nell'ordine del 13/15%. Ed è la risposta che cercavamo sull'effetto del nuovo standard Iata. "Senza big data non possiamo progettare e dalle nostre ricerche l'80% dei Millennial è disponibile a offrire le proprie credenziali a fonte di un servizio migliore, così come il 75% dei business traveller è favorevole a sistemi biometrici di riconoscimento. Alcuni ostacoli di privacy sono caduti" argomenta Sabatino. "Abbiamo i big data, ma non siamo in grado di fare strategie su di essi. Non ci sono aziende pronte a sfruttarli fino in fondo. Siamo un gruppo di 25 società in vari paesi e serviranno due anni ancora per standardizzare la raccolta dei dati da tante piattaforme diverse", conclude il presidente di Uvet, che ha annunciato i risultati della sua azienda nel 2018 e di cui vi scriviamo in questo articolo. p.ba.


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