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Travelport: "Le app sono il business"

29/11/2018 12:18
Nel 2019 ci saranno 94 mld di dollari in prenotazioni di viaggio su mobile. Le aziende investono sempre di più su questo fronte e, nella classifica 2018 dei digital traveler, l’Italia, tra i Paesi Ue, mostra la maggiore propensione digitale

Bleisure, app e micro leisure, la partita del travel oggi si gioca su questo terreno. In primis si sta affermando sempre di più, come già esposto, il mix vincente tra bleisure e app, che tende a scardinare le barriere che separano il mondo del bt da quello leisure, grazie ad un uso sempre più marcato delle app prima, durante e dopo il viaggio da parte dei viaggiatori di affari di oggi.

Parola d'ordine è "iperconnessi", ma come? "I siti web sono preistoria", ha affermato Laura Capasa, head of marketing di Travelport per l’Europa, alla tavola rotonda di ieri durante il BizTravel Forum. Il perché di una simile affermazione nasce dal fatto che "l'88% delle attività su smartphone e tablet scaturisce da un'app - fa presente Capasa -. Il 66% dei viaggiatori business ha almeno un'app di viaggio sul telefono, mentre il 58% vuole più strumenti sul proprio telefono". 

Le app "sono il business", basti dire che nel 2019 ci saranno "94 mld di dollari in prenotazioni di viaggio su mobile". Non solo, le aziende dimostrano di saper cogliere l'onda, al punto tale che "il 90% sta investendo nel mobile". Mentre l'84% "delle aziende di viaggio vuole investire di più". 

Perché le app sono preferite? Capasa illustra una serie di motivi che vanno dalla velocità, alla possibilità di avere notifiche, dall’offline al fatto che diano la possibilità di archiviare le preferenze dell’utenza. 

La tavola rotonda è stata l'occasione per presentare i dati della ricerca Travelport realizzata su 16mila viaggiatori in 25 Paesi, tra cui l’Italia, di cui 8mila sono viaggiatori d’affari. Numeri alla mano la manager analizza subito la fase della pianificazione del viaggio. Dalla ricerca è emerso che per il 50% dei viaggiatori d’affari italiani "le raccomandazioni degli agenti di viaggi esercitano la massima influenza sulle loro scelte". Il 49% utilizza la ricerca vocale per informarsi sull’orario dei voli, le opzioni alberghiere e le attività a destinazione e il 43% ha ricercato e prenotato viaggi d’affari interamente dal proprio smartphone. "La metà (53%) vuole anche un supporto ibrido cioè umano-digitale". 

Dalla ricerca emerge un dato interessante ed è la propensione a fornire i dati biometrici per velocizzare le procedure da parte del 74%. Nell'illustrare la classifica 2018 dei digital traveler, la manager mette in luce che l’Italia, tra i Paesi europei, mostra la maggiore propensione digitale, superando Paesi quali Spagna, Francia, Uk e Germania. In questo modo "i viaggiatori confermano che la tecnologia è fondamentale per la loro esperienza di viaggio. Prova ne è il fatto che è in continuo aumento la domanda di strumenti digitali da parte dei viaggiatori". Il tutto dimostra che "il mobile è sempre più cruciale per consentire la migliore esperienza di viaggio". s.v.


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