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Alitalia: entro gennaio Fs prepara la cordata

07/01/2019 13:00
In parallelo sarà messo a punto un piano industriale da utilizzare come documento di offerta, per costruire governance e platea societaria

Anno nuovo, vecchi nodi da risolvere. Tra questi la questione Alitalia. E' prevista per la fine di gennaio, da parte di Fs, la presentazione di un'offerta definitiva per Alitalia, con i nomi della cordata. In parallelo sarà messo a punto un piano industriale da utilizzare come documento di offerta, per costruire governance e platea societaria. Saranno queste le prossime tappe per capire se c'è un futuro per il vettore targato Ferrovie.

Da quanto riportato dai media le Ferrovie avranno quindi la funzione di soggetto aggregante, grazie a una newco, tenendo una quota minoritaria tra il 10 e il 20%, che, unita ad altre quote di nazionalità italiana, permetterà ai capitali tricolori di detenere il 51%, in linea con quanto auspicato dal governo.

Tra gli italiani, oltre a Fs, si sono ipotizzati soggetti istituzionali, fondi, gruppi pubblici. I nomi che sono circolati sono Finmeccanica, Eni, Poste Italiane, Cassa depositi, che per entrare in una società non in bonis dovrebbe modificare lo statuto. E si parla del coinvolgimento di alcune grandi banche. Tra i soggetti internazionali restano in gioco Delta e easyJet, con intenzioni diverse: la prima di valorizzare la propria rete, la seconda di acquisire parte della flotta di breve e medio raggio e alcuni slot a Linate. Sullo sfondo resta Lufthansa, sempre intenzionata ma alle proprie condizioni: investimenti sì ma a patto di ridimensionare il personale e di comandare con il 51%. Ancora da fare chiarezza sui capitali che porterebbero ad un vero rilancio. 

Stando a fonti stampa, le Fs mettono le mani avanti e assicurano che l'operazione non intaccherebbe il maxipiano di investimenti dei prossimi 5-6 anni (50-60 miliardi) in trasporto regionale, alta velocità e digitalizzazione. Non è ancora chiaro quanto metterebbero gli altri partner e se ci saranno altri aiuti di stato per mettere in ordine i conti in perdita. Di aiuti di Stato c'è il sospetto anche per il prestito ponte di 900 milioni che, grazie alla proroga, si allungherà oltre i 24 mesi, cosa contestata dai concorrenti che hanno fatto ricorso a Bruxelles. Se anche una parte di questo denaro verrà trasformata in capitale, non si tratterà di denaro fresco, ma già in cassa e in continua erosione. Nei giorni scorsi Mf ha rivelato che a fine settembre la liquidità di Alitalia si era ridotta a 628 milioni rispetto ai 770 precedenti. Quindi la priorità sarà mettere in ordine i conti, prima di tornare a parlare di sviluppo e nuovi investimenti.


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