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Come cresce la Turchia: la ricerca condotta da Fto

05/02/2019 11:40
I numeri presentati in occasione della 23esima edizione di Emitt. La destinazione, che ha perso 500mila arrivi "italiani" negli ultimi anni, torna al segno più su tutti i fronti

È una Turchia a segno “più” sia per quanto riguarda l’incoming sia l’outgoing. A tracciare il bilancio è la ricerca condotta da Fto in occasione della partecipazione dell’associazione alla 23esima edizione della Emitt (East Mediterranean International Travel & Tourism Exhibition). “L’outgoing ha registrato, nel 2018, un incremento del +38% rispetto all’anno precedente - spiega Gabriele Milani, presidente nazionale di Fto -. Dall’altra parte, invece, in sei anni dall’Italia si sono persi oltre 500mila arrivi: se nel 2011 si contavano 750mila presenze, nel 2017 se ne contavano soltanto 205mila”.

Al tempo stesso è cambiato anche il modo dei viaggiatori tricolori di raggiungere la Turchia. “Nel 2013 il 44.83% prediligeva traghetti e navi mentre nel 2017 il numero è precipitato al 9.25% -prosegue Milani -. Il trasporto aereo dall’altra parte invece ha segnato un’impennata passando dal 53.92% all’88.16%". Uno sviluppo sicuramente supportato dai collegamenti operati dalla compagnia Turkish Airlines che collega i due Paesi "con oltre 131 frequenze settimanali con partenze da Bari, Bologna, Napoli, Milano, Roma, Venezia, Pisa e Catania - afferma Omer Faruk Sonmez, vice president sales del vettore -. Il 2018 si è chiuso con un +8% con la previsione di arrivare a +10% alla fine di quest'anno". Intanto, a fine mese, chiuderà i battenti il centralissimo aeroporto internazionale Ataturk (quinto in Europa per numero di passeggeri) che lascerà il posto al nuovo aeroporto di Istanbul con una capacità di oltre 90 milioni di passeggeri. s.f.


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