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Traffico pax: a gennaio la crescita si attenua al 4,2%

29/03/2019 11:57
Il rallentamento è dovuto principalmente agli aeroporti non Ue

Il traffico passeggeri medio in Europa è cresciuto del +4,2% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A dirlo gli ultimi dati Aci Europe. Una cifra che segna un rallentamento nella crescita rispetto agli anni passati: questa performance mensile è la più bassa registrata dagli aeroporti europei dall'estate 2016. Il rallentamento è dovuto principalmente agli aeroporti non Ue, che hanno segnalato una crescita media del traffico passeggeri del +2,6%, a causa della performance negativa degli aeroporti turchi (-4,1%) - il che riflette le difficoltà economiche del paese - e quella degli aeroporti islandesi (- 6%), che fanno seguito a 10 anni di crescita esponenziale del traffico passeggeri dell'aeroporto di Keflavik. Tuttavia, la crescita è rimasta forte in Georgia, la Bielorussia, l'Ucraina e Israele – dove gli aeroporti in media hanno raggiunto un incremento a doppia cifra, così come un certo numero di aeroporti russi, tra cui Mosca-Sheremetyevo (+ 17,4%), Mosca-Vnukovo (+ 11,6% ) e San Pietroburgo (+ 14%).

Gli aeroporti dell'Ue hanno registrato un aumento del +4,7%, con una crescita a doppia cifra messa a segno dagli aeroporti austriaci (+ 20,8%), Estonia (+17,2%) e Grecia (+ 10,6%). Dinamismo anche nella maggior parte dell’area orientale, nonché nella penisola iberica, in Germania e in Lussemburgo. Al contrario, il traffico passeggeri in Svezia si è mantenuto in flessione (-2,7%) per il 5 ° mese consecutivo e gli aeroporti nel Regno Unito, Francia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Croazia, e Repubblica Ceca hanno registrato performance sotto la media Ue.
I primi 5 aeroporti europei hanno registrato un incremento del traffico passeggeri solo dell’1,3%,  a causa di Istanbul-Ataturk che ha segnato risultati negativi (-2,6%). Più lenta la crescita a Parigi-Cdg (+2,9%), Francoforte (+2,3%) , Londra-Heathrow (+2,1%) e Amsterdam-Schiphol (+1,7%). Oltre a Berlino-Tegel (+42,4%)  e Vienna (+24,4%) che sono stati eccellenti performer grazie all’espansione della capacità dei vettori low cost, un certo numero di altri aeroporti di dimensioni medio-grandi e di hub secondari e di nicchia hanno visto risultati dinamici, tra cui: Barcellona (+ 7,1%), Londra-Stansted (+7,1%), Milano-Malpensa (+9,6%), Dusseldorf (+15,5%), Atene (+8,5%), Edimburgo (+9,9 %), Palma di Maiorca (+19%), Porto (+9,6%), Lione (+8,6%) e Venezia (+8,6%).
Gli scali regionali e più piccoli hanno dato i risultati più contrastanti, con un numero crescente che ha registrato perdite di traffico passeggeri, ma altri che hanno segnato risultati degni di nota, tra cui: Siviglia (+23%), Cracovia (+15,9%), Salonicco (+25,5%), Nantes ( +12,2%), Faro (+21,9%), Cagliari (+10,5%), Paphos (+34,1%), Kaunas (+19,9%), Kharkiv (+20,6%), Sibiu (+34,4%), Newquay (+15,7%), Ostenda (+21,9%), Caen (+50,5%) e Batumi (+ 52,1%).


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