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A Discover Italy autenticità e ambiente in primo piano

02/04/2019 14:10
Il match tra domanda e offerta ha messo in luce la ricerca di valori legati al territorio, di proposte legate al turismo attivo ma contraddistinte dal rispetto per l'ecosistema

C’è un tema di fondo che ha messo a fattor comune l’offerta presentata in occasione della terza edizione di Discover Italy, ospite nella Liguria del Levante dal 28 al 30 marzo scorsi, ed è il turismo lento, declinato in tanti modi diversi ma che fanno leva, in parti diverse di Italia, su risorse come trekking, sentieristica, scoperta dei borghi dell’entroterra e dei prodotti enogastronomici di nicchia, passeggiate a cavallo e, naturalmente, soggiorni al mare ma con una maggiore identità e tanta attenzione all'ambiente.

E’ stata Sestri Levante ad accogliere l’evento di promozione turistica (frutto della collaborazione tra Givi Srl e i Comuni di Sestri Levante, Chiavari, Deiva Marina, Moneglia e Framura, con il supporto logistico e organizzativo di Mediaterraneo Servizi e con il patrocinio e il supporto di Regione Liguria e di Agenzia In Liguria) che ha permesso a buyer stranieri - europei ed overseas - di incontrare i colleghi italiani in una giornata destinata agli accordi commerciali con un approccio b2b.

Sestri Levante e il Golfo del Tigullio stanno sviluppando il turismo outdoor con piste ciclabili e una dotazione di bici elettriche, ma accanto al segmento della vacanza attiva si fanno strada anche eventi e festival, come il premio letterario Andersen di giugno, i percorsi culturali con visita al museo archeologico cittadino, in fase di sviluppo, magari abbinati a conferenze e visite serali, oltre agli itinerari alla scoperta dell’entroterra. Sestri ha registrato lo scorso anno 20mila presenze, con un afflusso di francesi concentrato tra aprile, maggio, settembre e ottobre, e presenze inglesi, tedesche e italiane in particolare nei mesi estivi.

Archiviata la mareggiata dello scorso anno, la Liguria si sta muovendo per terminare le ultime ristrutturazioni e l’apertura della strada per Portofino (in settimana) segnerà la ripartenza vera e propria della stagione.

Tra l’offerta presente, strutture votate al turismo termale come GB Thermae Hotels di Abano, concept legati alla montagna come Paganella nelle Dolomiti del Brenta, o CampZero, un ecoresort di Champoluc (Val D’Ayas) che spinge su un’idea di lusso “che è fuori dall’hotel, dalle attività sportive alla parete di arrampicata, dallo sci al trekking in uno scenario naturale unico, con il ghiacciaio del Monte Rosa praticamente dentro casa”, spiega la responsabile booking Federica Garofalo.

E di lusso autentico parla anche Mario Cioffi, hotel manager del Cormoran (4 stelle di Villasimius), oggetto di un piano di rinnovamento da 10 milioni di euro su 6 anni che terminerà nel 2020, dove i clienti trovano il patrimonio manifatturiero e artigianale della regione, con possibilità di acquisto. Allo stesso modo Toscana e Umbria propongono la propria identità e puntano al valore aggiunto del servizio per imporsi sui mercati internazionaliche, ma ammettono: “E’ diventato più difficile gestire i flussi internazionali perché stanno prenotando più sotto data rispetto ad un tempo”.

Ma cosa cercano i mercati esteri? Lo hanno spiegato i buyer, che ricercano le caratteristiche dei singoli territori, “un lusso autentico – come ci hanno spiegato il tedesco Kai Rast, managing director di Managing Partner, e il norvegese Arild Odden, titolare di La Bella Vita -. Siamo alla ricerca di strutture di nicchia, attente al servizio e di territori che abbiano una buona offerta di attività all’aria aperta e visite all’insegna dell’experience per i nostri clienti”.

Analizzando le prospettive dei flussi turistici in Liguria, Carlo Zanolla, contracting manager di Mamberto, ha spiegato che “la riapertura di mercati come Turchia e Nord Africa ha indotto i grossi operatori, come il tedesco Tui a ridurre del 20-25% gli impegni in Liguria. Anche i mercati inglese (a causa della Brexit) e quello scandinavo sono in diminuzione e in quanto secondo caso a pesare è una nuova politica contro l’inquinamento globale che “raffredda” i viaggi in aereo e per giunta il clima mite invoglia i turisti a restare in patria. Buone prospettive, invece, per il mercato russo e italiano”. l.d.


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