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Turismo en plein air: mercato in crescita, giro d’affari di 1,6 miliardi di euro

06/04/2019 09:27
Oltre 2.600 imprese turistico ricettive e una capacità di 1,3 milioni di posti letto, ma si registrano anche segnali di sofferenza, spariti circa 4mila posti letto

I  numeri del turismo en plein air? A fare il punto sullo stato di salute del settore un approfondimento curato dall’Ufficio Economico Confesercenti su base di dati Istat, Banca d’Italia e Jfc. Dall’indagine emerge un mercato in crescita, con un giro d’affari di 1,6 miliardi di euro, 19mila occupati, oltre 2.600 imprese turistico ricettive e una capacità di 1,3 milioni di posti letto, ma si registrano anche segnali di sofferenza: negli ultimi cinque anni, infatti, sono spariti circa 4mila posti letto, sulla scia delle chiusure e delle difficoltà delle imprese ricettive.

Arrivi e presenze turistiche

Nel 2017 – ultimo anno disponibile - gli arrivi di turisti nei campeggi e nei villaggi turistici hanno superato la barriera dei 10 milioni, a cui corrispondono circa 68 milioni di presenze e una permanenza media di 6,7 giorni. In cinque anni gli arrivi sono cresciuti di circa un milione (+12%), le presenze di oltre 3 milioni (+4,8%).  A trainare sono gli stranieri: a fronte dell’aumento del 14,9% di questi ultimi, tra il 2012 ed il 2017 le presenze di italiani nei campeggi e nei villaggi si sono invece ridotte del 4%, quasi 1 milione e 400mila in meno.

Tra gli stranieri, il maggior numero di arrivi proviene da Germania (30%), Francia (7,6%), Paesi Bassi (7,3%), Regno Unito (5%) e Austria (4,4%). La crescita più importante riguarda i clienti provenienti dai Paesi Baltici, dalla Bulgaria, Turchia e Portogallo. Tutti questi Paesi nell’arco di 5 anni hanno visto più che raddoppiare i loro arrivi in Italia.
I turisti italiani che registrano il maggior numero di arrivi e presenze nel comparto extra-alberghiero sono i residenti in Lombardia (21,4%), Veneto (11,7%), Piemonte (9,3%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe rappresentano il 9% degli arrivi). Queste regioni insieme rappresentano oltre il 60% degli arrivi nelle strutture complementari.


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