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La formula Valtur: "Un villaggio contemporaneo con il mood del passato"

11/04/2019 15:40
"Cerchiamo di non tradire le aspettative, facendo un discorso di qualità e ricreando l'ambiente", spiega Isabella Candelori

"Dovevamo decidere cosa fare, se prendere degli albergi o club Nicolaus e mettere il marchio Valtur, o fare un'altra cosa. Abbiamo deciso di fare un'altra cosa". Isabella Candelori oggi è il direttore vendite Italia di Valtur. Un'azienda a cui è legata, visto che, nella vecchia Valtur, ci ha trascorso 20 anni di carriera (fino al 2011, ndr) la conosce bene, quindi. Ed è forte l'attaccamento che ha verso il brand, che "negli ultimi anni è stato maltrattato in maniera importante, calpestato, bistrattato - afferma -, per questo era necessario fare un percorso di recupero della dignità e del prodotto. Valtur era uno status, un modo di essere, una filosofia. Ecco quindi che gli imprenditori Pagliara hanno deciso per il momento di prendere 7 strutture, per dare un prodotto degno di questo marchio, per fare le cose fatte bene non puoi proporre 20 villaggi", osserva. 

Nella Valtur del passato il cliente che entrava in adv, racconta la manager, e chiedeva Valtur, "non chiedeva il Nicotera, ma il brand. Per questo il concetto di villaggio sarà recuperato dal passato, con un occhio al futuro". Come? "Mettendo la struttura, il palinsesto di animazione e proposte a disposizione dell'ospite, non è quest'ultimo che si adatta la villaggio, ma è il villaggio che si adatta al cliente".
Valtur riprende dal passato, ma oggi "si entra in un villaggio contemporaneo, con un servizio alberghiero di un certo tipo, con strutture dalle 4 stelle in su, 5 stelle alle Maldive. In tutte c'è l'all inclusive, è un impegno importante. Diamo, inoltre, la possibilità a qualsiasi componente della famiglia di potersi divertire o di non fare nulla". Viene offerto un certo tipo di prodotto "che è tutto scritto nel catalogo con il palinsesto delle attività".

Gli impegni e la formula

In questo passaggio Nicolaus, secondo quanto sottolinea la manager, "non si pone con il marchio Valtur come il semplice commercializzatore di alberghi internazionali, in quanto nelle 7 strutture abbiamo la completezza degli hotel - ci tiene a precisare la manager -, a Baia dei Pini e a Djerba il 90%, così come in Calabria e alle Maldive, a Marsa Alam abbiamo il 70% dell'hotel, su Sharm abbiamo un terzo, cioè 200 delle 690 camere". In quest'ultimo caso la struttura è stata scelta appositamente così grande "perchè si vuole tornare a numeri importanti".

Come sarà la formula Valtur? Candelori fa presente che, sul fronte delle attività e il tipo di villaggio "sarà un prodotto trasversale, adatto a tutti i tipi di cliente, la differenza rispetto ai Nicolaus Club è che sono due prodotti diversi. I Nicolaus sono per le famiglie e al centro c'è il bambino".
Vista la forza del brand le aspettative dei clienti saranno alte, ci si chiede che tipo di mosse verranno fatte per non disattenderle? "Per i vecchi clienti si tratterà di ricreare quel mood, quel sorriso, cerchiamo di non tradire le aspettative, facendo un discorso di qualità e cercando ci ricreare l'ambiente, puntando su cibo, animazione, divertimento, sull'essere connessi. I fondamentali di una volta saranno contestualizzati con il mondo moderno. Oggi - fa presente Candelori - si devono avere l'albergo bello, la location bella e il servizio". Una differenza rispetto al passato è legata anche al discorso degli orari, ci sarà una zona adibita alle colazioni o si potrà farla in camera. Si dovrà colpire con il passaparola, "si dovrà tornare a parlare di Valtur come una volta e verrà voglia di affidarsi". s.v.


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