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Gian Marco Centinaio: “La tassa di soggiorno diventerà di scopo”

06/05/2019 09:00
Il ministro ribadisce la sua risposta in tweet su gvlive e promette un codice identificativo nazionale delle piattaforme ricettive, “burocrazia permettendo”

Appena mette piede al Quisisana di Capri per la 69° assemblea di Federalberghi il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, viene interrogato sulla risposta al tweet di Guida Viaggi sulla tassa di soggiorno in cui afferma di essere “Contrario alla tassa di soggiorno. Contrarissimo alla tassa di soggiorno così com’è adesso”.

“E’ vero - conferma -: da quando facevo l’assessore al Comune, dal 2009 sono contrarissimo alla tassa di soggiorno, la ritengo un furto nei confronti dei turisti, perché molto spesso non è una tassa di scopo”. Secondo il ministro non bisogna far pagare al turismo quello che “un sindaco non ha il coraggio di far pagare ai cittadini”. Le Regioni, rivela Centinaio, sono dalla sua parte. “Fatta la legge sulla tassa di soggiorno, ci sono da fare i decreti attuativi, va quindi regolamentata e lì si può incidere, trasformandola in una tassa di scopo; Franceschini ci aveva provato scontrandosi con Anci e aveva fatto un passo indietro, io sono dell’idea che bisogna andare in quella direzione”.

“In questo momento – ha proseguito – il nostro impegno va nella direzione del Codice identificativo delle piattaforme ricettive online: quando venderanno solamente se hanno un codice ricettivo queste strutture dovranno far pagare la tassa di soggiorno e quindi saremo tutti in linea”.

Prima dell’estate il ministro vorrebbe arrivare al codice identificativo nazionale, “ma questo è uno Stato in mano ai burocrati, quindi un ministro non decide più niente – afferma - faremo tuttavia pressione sui funzionari dei vari ministeri per arrivare alla conclusione di questa odissea”.

Attualmente, il codice, in base a uno studio interno di Federalberghi, è stato introdotto nel Lazio ma è stato impugnato dal Governo come in Lombardia e in Puglia. In Piemonte esiste per le locazioni turistiche come in Sardegna per strutture ricettive extralberghiere e le locazioni occasionali ai fini ricettivi, mentre in Toscana c’è per gli alloggi locati e per finalità turistiche, infine in Liguria è in via di introduzione come in Campania.

Il ministro tuttavia è votato all’introduzione di un codice unico nazionale, per questo dove esiste sono stati avviati dei ricorsi: “Sono un federalista, un autonomista, ci sono alcuni argomenti di competenza delle regioni, ma altri che vanno trattati a livello nazionale e questo vale anche, in parte, anche per la promozione”. “Il ruolo dello Stato - conclude - è quello di fare da collante”. l.s.


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