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Patané: "La Borsa non è esclusa, ma non è il momento"

21/05/2019 08:56
Il presidente del Gruppo Uvet conferma la politica degli investimenti, pensa all'ingresso dei suoi figli in azienda e lavora ad un futuro passaggio del testimone, consapevole del valore che questo rappresenta

"Se continuo a fare investimenti vuol dire che non sto guardando alla cassa". Con questa affermazione Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, e una azienda con più di 2mila dipendenti, fa già capire in che direzione intende muoversi.

L'imprenditore, che in un certo senso si considera un po' figlio d'arte, è consapevole di quella che è la sua fortuna: "Nella mia azienda ci sono i miei figli - afferma -, stanno entrando adesso, sono giovani, ho pensato di avere una grande ricchezza, visto che continueranno quello che ho intrapreso. Quello che farò sarà di lavorare per i prossimi dieci anni per farli integrare bene, per un passaggio del testimone, il che non esclude che possa andare in Borsa o che possa entrare un fondo in Uvet, ma ovviamente non è il momento. Il momento - afferma Patanè - lo devi costruire con una certa visione, per questo continueremo a fare investimenti". 

A tal proposito il manager sottolinea che "quello della compagnia aerea è molto importante e sta andando bene per noi. La linea della crescita è questa", ha affermato durante la recente convention di Uvet Travel System.

La politica è quella delle acquisizioni, "ne faremo sempre - conferma il manager - quando ci sono opportunità di nicchie o di grandi alleanze a livello globale. Mi piacerebbe essere più bravo a livello internazionale", riconosce, consapevole dell'opportunità che rappresenta avere un vettore in casa, infatti: "Il posizionamento della compagnia aerea mi sta aprendo delle opportunità". 

"Dobbiamo cercare di difendere quello che abbiamo, capire sempre di più dove va il mercato e poi è importante comunicare", afferma convinto, rivolgendosi agli agenti di viaggi presenti in sala. Li rassicura sul fatto che Uvet ascolta "quello che voi ci raccontate tutti i giorni. La fiducia deve sempre esserci, gli obiettivi sono uguali".

Poi si sofferma sul mercato, osserva che l'uscita di scena di alcuni attori ha necessariamente comportato il rafforzamento di altri, "il mercato si è ripulito negli anni, il che ha aiutato a far crescere le aziende. I mercati consolidati rimangono aperti, appettibili per altri. I t.o. stranieri non sono venuti perchè hanno trovato difficoltà di ingresso, con regole un po' stantie, ma secondo me il mercato si aprirà - osserva - in quanto l'Italia è sempre interessante. Avere più attori consolidati è meglio, chiunque fa il suo ingresso porta novità, basta che non siano a breve termine, perchè abbiamo visto tanti pirati sul mercato". 

Il momento sembra essere buono, "anche le aziende tornano ad investire". Pensiamo alle operazioni di rilancio di brand storici quali Valtur e Columbus. Interpellato in merito, Patanè osserva che "sono operazioni non facili, dietro i brand ci devono essere progetti industriali. Abbiamo bisogno di imprenditori che investano sul mercato". s.v.


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