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I traghetti, un business ancora competitivo, ma con spazi di miglioramento

05/06/2019 15:50
È la tematica affrontata durante una delle tavole rotonde svoltesi all’Adriatic Sea Forum; necessario un lavoro sulle infrastrutture. Pian piano si sta verificando un cambio di mentalità

I traghetti sono ancora un business competitivo nell’Adriatico? È la domanda principale che è stata affrontata durante una delle tavole rotonde svoltesi all’Adriatic Sea Forum. “Il mondo è cambiato negli ultimi 15 anni - ha affermato Ivana Jelinic, presidente Fiavet -, anche in virtù delle nuove tecnologie e delle abitudini dei consumatori. La sempre maggiore accessibilità alle informazioni e la possibilità di prenotare direttamente fanno sì che l’utente cerchi servizi tecnologicamente efficaci ed efficienti. Le nostre infrastrutture hanno bisogno di evolversi e di lavorare sulla tecnologia”. Ma c’è bisogno di un cambio di atteggiamento anche da parte delle agenzie: “Noi dobbiamo proporre i servizi in modo più innovativo - ha proseguito Jelinic -. Nel mondo dei traghetti c’è spazio di miglioramento”. La presidente di Fiavet riconosce anche un altro problema: “Il traghetto che viaggia di notte viene percepito come lento e il cliente cerca la soluzione più veloce”. C’è da riconoscere, tuttavia, che il rapporto tra compagnie di traghetti e adv è migliorato negli ultimi anni: le prime hanno infatti istituito linee dedicate alle seconde. Pian piano si sta dunque uscendo dalla mentalità per cui il traghetto sia come quello di 20 anni fa e, viceversa, si “cerca di far capire al cliente che la vacanza inizia già lì”. Decisivo l'aspetto della "logistica, oggi fondamentale”, aggiunge Gianluca Pellegrini, technical director Central Adriatic Ports Authority . A rilevare l’intersezione di due temi, quello del traffico ro-ro e quello passeggeri, è stato Tito Vespasiani, secretary general Southern Adriatic Ports Authority, che ha ricordato come “alcune linee in alta stagione abbiano prevalentemente un traffico turistico, mentre in bassa registrano traffico merci. Occorre fare uno sforzo ampio sull’integrazione con il terrestre. E si tratta di un problema diffuso, spesso le integrazioni stradali non ci sono”. È necessario “trovare quelle connessioni con il trasporto stradale che siano competitive, ma salvaguardino la qualità della vita”. La soluzione? “Una condivisa redazione di piani integrati”. Il manager ha poi rammentato “l’accordo per l’allestimento e il presidio nel periodo giugno-settembre nei porti di Bari e Brindisi di infopoint. Un’iniziativa funzionale al segmento crocieristico il cui risultato è stato importante, in cui gli infopoint non erano solo punti informativi, ma anche divulgativi, e nella quale si è cercato di coinvolgere anche il traffico legato ai ferry”. Un progetto che verrà replicato anche quest’anno.

La competizione con le crociere
Ma esiste competizione con il settore delle crociere? A rispondere è stato Massimo Di Giacomo, ceo Anek Lines Italia, secondo il quale questa competizione non c’è, “ben vengano le crociere e le infrastrutture per esse realizzate”. Non bisogna, però, “sottovalutare i vantaggi che può portare il traffico del pax del traghetto”. Esiste tuttavia un neo secondo il ceo: “Mancano le infrastrutture a terra e a mare”. E il cliente del traghetto è “purtroppo sempre meno intercettato dalle agenzie. Si tratta di un traffico che va aiutato, con Internet, con le app”. Matteo Della Valle, business development trade and chartering manager and trade managers coordinator Grandi Navi Veloci, si è soffermato sulla presenza per ora limitata della compagnia nell’Adriatico, “un’area che però ci interessa. E’ una nostra priorità esplorare altre opportunità oltre a Bari e Durazzo”. Il manager sostiene, inoltre, che non ci sia competition con il mondo delle crociere né cooperation, ma piuttosto una coopetition (cooperative competition, ndr). Sono due mondi diversi e c’è tanto margine di crescita per il traffico crocieristico”. Indispensabile anche secondo Della Valle la “necessità di investimenti nelle infrastrutture, cercando soluzioni nella direzione della sostenibilità economica”. E a proposito di infrastrutture è Di Giacomo a sottolineare come “i porti greci siano meglio attrezzati di quelli italiani”. In più “ci si sposta sempre di più verso i canali diretti – asserisce Della Valle -. Non credo, tuttavia, che sarà così per sempre, la tendenza si fermerà e si stabilizzerà. Dobbiamo impegnarci a rendere l’esperienza del traghetto sempre più piacevole”. Conferma Jelenic: “A livello culturale il mondo dei traghetti è visto diversamente da quello delle crociere, che fanno blasone”. n.s.
 


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