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Quanto dura una legge sul turismo? A volte poco

05/06/2019 11:20
Lo studio realizzato dal Devo Lab di Sda Bocconi, commissionato da Airbnb Italia, analizza le profonde differenze regionali in materia

Riforme frenetiche fino a 5 in 3 anni, spesso contestate in sede amministrativa e capaci di produrre fino a 15 definizioni diverse di cosa sia una banale casa vacanza, mentre si introducono specifici requisiti per normare “palafitte”, strutture “digital detox” (niente telefono o wi-fi), “Marina resort” (le condizioni secondo cui è possibile pernottare in una barca ormeggiata), e presto forse anche grotte, come potrebbe accadere in Veneto.

E’ il quadro schizofrenico che emerge da un nuovo studio realizzato dal Devo Lab -  di Sda Bocconi commissionato da Airbnb Italia. La ricerca dettaglia le profonde differenze regionali in materia turismo, soffermandosi sulla frequenza con cui le leggi vengono riformate e sul complicato rapporto tra Stato e Regioni in seguito alla riforma costituzionale del 2001 che ha dato alle Regioni competenza esclusiva per il turismo ex art. 117, comma 4 della Carta.

Dallo studio emerge una spiccata tendenza a riformare frequentemente la normativa; definire in modo disomogeneo categorie di ricettività altrimenti piuttosto banali nelle loro caratteristiche essenziali; incorrere in contenziosi, promossi dallo Stato oppure da privati, contro norme regionali a rischio illegittimità.

In conclusione del rapporto, i ricercatori si soffermano sulla necessità di riformare a partire dalla digitalizzazione e dai big data, semplificando le procedure dal punto di vista amministrativo, e trovare una collocazione per fenomeni come l’home sharing proprio mentre il Parlamento ha esaminato, con un’audizione in sede referente prevista presso la Commissione Attività produttive della Camera dei deputati, il disegno di legge C. 1698 recante Delega al Governo in materia di turismo. Il disegno di legge mira “alla riorganizzazione e al coordinamento delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività mediante l’aggiornamento del Codice che disciplina l’ordinamento e il mercato del turismo”.

Quanto dura una legge sul turismo?
Uno degli elementi principali evidenziati dallo studio è il ritmo frenetico delle riforme della normativa sulla ricettività da parte delle Regioni e delle Province Autonome; questa tendenza è legata alla velocità di cambiamento del settore turistico e delle strutture ricettive degli ultimi anni. In generale, queste leggi vengono modificate dalle Regioni con cadenza annuale. Esistono però Regioni in cui la legge varia nell’arco di mesi, come nel caso della Liguria, che ha riformato la normativa cinque volte negli ultimi tre anni, mentre ad esempio in Veneto le riforme vengono apportate in media ogni tre anni.

Guardando più nel dettaglio la frequenza delle riforme delle leggi regionali in materia di turismo si ha: Liguria 5 modifiche della legge regionale negli ultimi 3 anni; Puglia modifica della legge regionale 49/2017 nel 2018, a distanza di un anno dall’introduzione; Emilia Romagna, Lombardia, Toscana una modifica della legge regionale ogni 18 mesi in media; Campania, Lazio le leggi regionali vengono riformate ogni due anni; Veneto modifica della legge regionale ogni tre anni.

Fra le tante regioni-lepre, anche qualche lumaca: in alcuni territori le leggi quadro di riferimento per il turismo risultano decisamente datate. Basti pensare che in Sicilia e Valle d’Aosta le Leggi Regionali sul turismo risalgono al 1996, ben prima di Internet e del mobile web, che invece ora valgono oltre il 40% del mercato.


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