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Voli, sarà un'estate di ritardi

20/06/2019 09:02
Gli analisti portano a 30-35 milioni i minuti di delay che le compagnie potrebbero accumulare nel 2019: tra i motivi, la frammentazione e la crisi di capacità. Con la Francia prima nella classifica dei cieli più affollati

Un’estate all’insegna dei ritardi aerei. E’ questa la previsione per i cieli europei che arriva dagli addetti ai lavori, che fanno previsioni nefaste malgrado le misure adottate per contrastare il problema.

"Trovare soluzioni per la crisi di capacità è urgente", ha detto Violeta Bulc, commissario europeo per i Trasporti, in un discorso tenutosi alla riunione generale della Iata a Seoul all'inizio di questo mese. L'anno scorso il traffico aereo in Europa è aumentato solo del +3,8%, ma questo è stato sufficiente a portare i cieli già affollati del continente a un punto critico. Sull'anno, i controllori del traffico aereo europei hanno generato 19,1 milioni di minuti di ritardo su circa 11 milioni di voli, più del doppio del 2017. I ritardi più consistenti si sono verificati durante la stagione estiva. Questi ritardi si sono sommati a quelli più lunghi causati da problemi operativi delle compagnie aeree e da arrivi in ritardo degli aerei negli aeroporti dai quali sarebbero dovuti poi ripartire.

Carenze nella capacità aerea e nell'organico sono state la caua del 60,4% dei minuti di ritardo accumulati, secondo Eurocontrol. Il resto dei ritardi è stato causato dal maltempo (25,3%) e dagli scioperi o da altre interruzioni del lavoro (14,3%). In un annuncio di maggio, Eurocontrol ha avvertito che i ritardi potrebbero essere altrettanto pesanti quest'anno. Secondo l'organizzazione, i ritardi erano già aumentati di 600.000 minuti a far data allo scorso mese di marzo. L'organizzazione ha aggiunto che - senza una serie di misure concordate dalle compagnie aeree europee e dagli enti di controllo del traffico aereo - tali ritardi potrebbero salire tra 30 e 35 milioni di minuti quest'anno.

John Grant, analista senior per la società di analisi dei dati di volo Oag, ha affermato che, in sostanza, l'Europa soffre di cieli più affollati rispetto agli Stati Uniti e finora non ha sviluppato gli strumenti per affrontare il crescente traffico di voli. "Dobbiamo creare più spazio aereo, con meno separazione, più risorse o più personale - ha affermato Grant -. Questa è una situazione molto simile alla carenza di piloti che vediamo in tutto il mondo".

Ma il continente soffre anche di frammentazione. Nonostante il coordinamento della gestione del traffico aereo facilitato da Eurocontrol, l'Europa è ancora lontana dal raggiungere l'obiettivo dichiarato dell'Ue di avere un cielo unico europeo. Invece, gli aerei che sorvolano il continente "passano" sotto la gestione delle diverse entità di controllo del traffico aereo nazionali mentre si spostano nello spazio aereo dei vari paesi.

Grant e John Strickland, direttore della Jls Consulting di Londra, hanno spiegato che è la Francia ad avere i cieli più affollati in Europa. Anche la Germania ha un traffico aereo particolarmente pesante. Lo spazio aereo francese congestionato ha poi un effetto domino su tutti i voli in transito da località del Sud Europa come Portogallo, Spagna e Italia verso località del nord come Paesi Bassi, Germania e paesi scandinavi.
 


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