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Piloti e assistenti di volo su Az: "Non vogliamo mezzi piani"

20/06/2019 12:44
Frattanto salta il vertice tra Conte, Di Maio e Toninelli

C'è forte preoccupazione tra piloti e assistenti di volo per come il Governo sta gestendo la vicenda Alitalia. Ieri i rappresentanti delle migliaia di lavoratori della compagnia aerea si sono riuniti a Fiumicino e, con la voce unitaria della Federazione Nazionale del Trasporto Aereo, hanno messo nero su bianco la propria preoccupazione per le ipotesi "circolate in merito a piani industriali in preparazione, soprattutto per la candidatura di soggetti non del settore che, per quanto validi imprenditori, non potrebbero fornire mai le necessarie garanzie di successo al progetto". In particolare, la richiesta dei lavoratori è di "abbandonare le ipotesi di 'mezzi piani' dal futuro incerto e costruire un vero piano industriale di rilancio, solido e di ampio respiro".

Un grido di allarme inequivocabile, scrive Il Messaggero citando Teleborsa, lanciato alla componente grillina del governo da parte delle sigle sindacali, sempre più inquiete di fronte alle candidature circolate nell'ultimo periodo: dal Gruppo Toto al passo avanti di Lotito, proprietario della Ss Lazio, opzione che però è stata già bocciata dal vice premier Salvini.

La speranza di tutte le sigle sindacali è che si formi una compagine azionaria che abbia mezzi e competenze necessarie per supportare il rilancio della compagnia. In questo senso, scrive ancora il quotidiano, i lavoratori sembrano guardare con interesse al ruolo che potrebbe giocare Atlantia, la holding di riferimento di Aeroporti di Roma, gestore dell'aeroporto di Fiumicino. Lo stesso Salvini si è espresso con favore su un possibile ingresso nella newco della società guidata da Giovanni Castellucci. Opzione che anche i soci industriali già della partita – in primis Delta – vedrebbero positivamente. Nei prossimi giorni si capirà capire se il fronte inedito composto da Lega, sindacati e mercato riuscirà a spostare la componente grillina dell'esecutivo, rimasta ormai isolata nel considerare Atlantia un problema invece che un'opportunità.

La holding infrastrutturale, dal canto suo, ha recentemente chiarito che non esiste alcun tipo di accordo su Alitalia e di essere impegnata su molti altri fronti aperti, pur seguendo con attenzione il futuro della compagnia. Come dire: restiamo alla finestra, in attesa di capire se ci saranno novità.

Frattanto è andato a vuoto il tentativo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di convincere i vertici di Governo dei 5 Stelle a invitare formalmente Atlantia a prendere in considerazione la partecipazione alla cordata per il rilancio di Alitalia. Più che fallito, a volere essere ottimisti, scrive Teleborsa, potrebbe dirsi rimandato, dal momento che né il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, nè il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli si sono presentati all’appuntamento, di fatto annullato. L’interpretazione è facile da dedurre, perché i pentastellati fanno fatica ad allentare l’irrigidimento maturato nei confronti del gruppo che fa capo alla famiglia Benetton.

Nell’incontro a tre Conte avrebbe voluto discutere sia della concessione autostradale, sia dell’ingresso nel capitale della newco Alitalia, prosegue Teleborsa. E la mossa non riuscita del premier semmai allontana l’ipotesi di coinvolgimento di Atlantia qualora non arrivasse un segnale di disponibilità chiara sempre dal Governo. Ovvio che ora la discussione si sta sviluppando sul piano politico, con Salvini strenuo sostenitore di Atlanta indicato come unico partner industriale affidabile, per capacità finanziaria e presenza consolidata nel trasporto aereo, da affiancare a Fs e Delta Airlines.
I sindacati, convocati al Mise il prossimo 3 luglio, si sono detti non disposti a discutere di soluzioni interlocutorie. All’approssimarsi della scadenza del 15 luglio c’è chi ricorda che ci sono in gioco gli 11mila posti di lavoro dei dipendenti Alitalia, che quasi raddoppiano con l’indotto. 


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