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Iata: la domanda rimane consistente

04/07/2019 12:20
Ma il trend è in rallentamento, afferma l'associazione. De Juniac: "Fondamentale che i governi lavorino per ridurre al minimo le chiusure dello spazio aereo"

La domanda (misurata in km passeggeri o Rpk) è aumentata del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2018. A dirlo le statistiche Iata di maggio. Si tratta di un dato in linea con la crescita del traffico di aprile  del 4,4% e oltre il recente minimo del 3,1% su base annua registrato a marzo. Tuttavia, rimane al di sotto del tasso di crescita medio a 20 anni di circa il 5,5%. La capacità (Ask) è salita di un modesto 2,7% e il load factor è aumentato di 1,4 punti percentuali all'81,5%, superando il fattore di carico record dello scorso anno dell'80,1%.

"La crescita della domanda dei passeggeri è rallentata se paragonata con gli ultimi due anni. Ciò è in linea con il calo del commercio globale, l'aumento delle tensioni commerciali e l'indebolimento della fiducia delle imprese. In questo difficile contesto, le compagnie aeree stanno gestendo attentamente la capacità al fine di ottimizzare l'efficienza", ha dichiarato Alexandre de Juniac, director general e ceo di Iata.

La domanda di traffico internazionale è aumentata del 4,3% a maggio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in calo rispetto alla crescita del 5,1% di aprile. Tutte le regioni hanno registrato un incremento, guidato dalle compagnie aeree dell'America Latina. La capacità totale è salita del 2,1%, con il load factor in aumento di 1,7 punti percentuali all'80,4%.

Il traffico interno è aumentato del 4,8% a maggio rispetto allo stesso mese del 2018, ben al di sopra del 3% anno su anno registrato in aprile. La Russia è stato l'unico mercato a vedere una crescita della domanda a due cifre. La capacità interna è aumentata del 3,8% e il load factor è salito di 0,8 punti percentuali all'83,4%.

"L'aviazione è il business della libertà, connette le persone e il commercio e crea nuove opportunità per la crescita e lo sviluppo. Ma per essere efficace, il business della libertà si basa su confini aperti al movimento di persone e merci e agli aerei. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a estese chiusure dello spazio aereo a causa delle tensioni politiche. Queste chiusure hanno contribuito a percorsi più lunghi e meno efficienti, a costi operativi più elevati e a maggiori emissioni di carbonio. Senza alcun compromesso in materia di sicurezza, è fondamentale che i governi lavorino per ridurre al minimo le chiusure dello spazio aereo in modo che ‘il business della libertà’ possa continuare a fornire i suoi benefici in maniera efficiente il prima possibile ", ha affermato de Juniac.
 


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