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Patanè: “Creiamo una travel tech valley al Sud”

05/07/2019 08:33
Il presidente di Confturismo affronta con noi i temi più caldi del momento prima di andare a parlare con il ministro, con rivelazioni inaspettate sul mercato cinese

Confturismo pubblica dati con un trend positivo per l’estate con un surplus previsto nella bilancia di spesa di 8 miliardi di euro nella stagione. L’Italia incassa la vittoria delle Olimpiadi Milano-Cortina, e l’Istat nel suo rapporto parla del turismo quale unica grande opportunità di sviluppo. Luca Patanè, presidente di Confturismo, ci dà una visione sul futuro.

Gv: Dove sta andando Confturismo e quali sono i progetti idonei per le imprese in questo contesto abbastanza positivo? 
"Voglio dare una mission diversa a Confturismo, più orientata a cogliere innovazione e cercare di distribuirla sulle imprese. L’associazionismo non deve avere soltanto un ruolo politico e di difesa degli interessi delle aziende, ma anche un nuovo ruolo legato all’innovazione. Sto lavorando a questo, ma non posso ancora scendere nei dettagli".

Gv: Il ministro Centinaio vi ha coinvolto nel Piano per il turismo?
"Oggi lo vedo, l’ho visto anche qualche giorno fa… Mi sembra una persona umile, positiva, e propositiva".

Gv: La sua fiducia nelle istituzioni è di solito poca, questa volta?
"Penso che stia facendo un buon lavoro con le associazioni".

Gv: Il divario con il Sud si fa sempre più ampio, il trend è positivo, ma sembra di vivere in due Paesi diversi. Cosa consiglia alle imprese?
"Sta crescendo il Sud gli arrivi stanno aumentando, se poi guardiamo a tutta l’economia del Sud, io stesso non saprei come regolarmi. Mi chiedo perché non riescono ad aprire al Sud le grandi catene ricettive internazionali come Hilton".

Gv: Non c’è un problema infrastrutturale di collegamenti?
"I trasporti ci sono. In Sicilia ci sono quattro aeroporti. Ci sono quasi più aeroporti in Sicilia che in Lombardia, non troviamoci delle scuse. Gli investimenti vanno fatti con ponderazione. Il Sud non merita sprechi, come quelli che abbiamo visto con Ryanair. E non parliamo di ricettività. Per me il Sud potrebbe essere la Silicon Valley italiana, potrebbe essere il regno del Travel Tech. Ci sono competenze e ci sono professionalità per un’industria Travel Tech. Però non dovrebbero nascere imprese in base alla sovvenzione pubblica, piuttosto sullo sgravio fiscale, a tutti. Così i bravi emergono. In Israele hanno fatto così. Per creare una Travel Tech Area bisogna avere dei vantaggi e i vantaggi fiscali sono gli unici possibili a mio avviso".

Gv: Roma è il primo aeroporto per collegamento con la Cina forse si potrebbe rilanciare anche questo mercato?
"I cinesi arrivano, ma spendono poco".

Gv: I centennial non ameranno più i grandi marchi, saranno invece attenti ad ambiente e aspetti etici secondo Istat e anche indagine Fiavet, cosa suggerisce alle imprese per catturarli?
"Nel medio periodo i brand avranno ancora un grande valore per la sicurezza che trasmettono. Lo constato sul marchio American Express che ha un follow up significativo del cliente. Per il turismo la fiducia è importante".

Gv: Lei invoca spesso la necessità di un rilancio definitivo di Alitalia. La nuova legge europea non consente investimenti oltre il 49% da compagnie internazionali. Che scenario si configura?
"(Ride) C’è Lotito. A parte gli scherzi. Gli accordi tra compagnie aeree nascono da patti bilaterali sugli slot. Si cedono per averne in cambio altri. Per ora vedo che abbiamo dato ai cinesi 49 slot e per averne in cambio nessuno". l.s.


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