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Iata: nel Regno Unito a rischio 120.000 posti di lavoro

10/07/2019 16:00
Uno studio suggerisce tre raccomandazioni chiave affinché il trasporto aereo continui la sua traiettoria di crescita e generi ancora più valore nel Paese

La Iata ha messo in guardia sul fatto che fino a 120.000 posti di lavoro sostenuti dal trasporto aereo potrebbero essere a rischio nel Regno Unito.
Un nuovo rapporto pubblicato dall’associazione, “United Kingdom Air Transport Regulatory Competitiveness Indicators”, rivela che, mentre il contributo del trasporto aereo per l'economia del Regno Unito è attualmente significativo, dal momento che sostiene 1,56 milioni di posti di lavoro e contribuisce per 89 miliardi di sterline al Pil del Paese, c'è il rischio che l'occupazione possa scendere a 1,44 milioni entro il 2037 a meno che non vengano adottate politiche per facilitare la crescita dell'aviazione.

Lo studio suggerisce tre raccomandazioni chiave affinché il trasporto aereo continui la sua traiettoria di crescita e generi ancora più valore nel Regno Unito.

- Londra Heathrow opera a oltre il 99% della sua capacità e Gatwick si sta avvicinando a essere l'aeroporto a pista singola più trafficato del mondo. Lo sviluppo della capacità aeroportuale aggiuntiva nel Sud-Est dell'Inghilterra è quindi una priorità urgente.

- Il Regno Unito è tra le ultime 148 nazioni per il livello di tasse aeroportuali e sui pax. Questi costi elevati sono un ostacolo alla redditività delle nuove connessioni. In particolare, il Regno Unito dovrebbe abolire o, al minimo, ridurre l'Apd, la più alta tassa sui passeggeri sl mondo.

- Le procedure in materia di visti fungono da deterrente per recarsi nel Regno Unito e devono essere migliorate. In quanto membro non Schengen, il Regno Unito richiede domande di visto a sé, ma questo processo è costoso, complesso e richiede tempo. Allo stesso modo, i tempi di ingresso ai confini sono spesso troppo lunghi.

"Come isola, il Regno Unito dipende unicamente dal trasporto aereo per connettersi al mondo. Non è un caso che il Paese si collochi molto bene per la forza della sua rete di collegamenti. Ma questa rete - e gli 1,6 milioni di posti di lavoro che dipendono dall'aviazione - non può essere data per scontata. Se l'industria non viene coltivata, si potrebbero perdere 120.000 posti di lavoro. D'altra parte, gli enormi benefici economici e sociali dell'aviazione potrebbero essere migliorati se il governo adottasse politiche per rafforzare la competitività dell'industria. Le priorità principali devono essere quelle di aumentare la capacità aeroportuale, tagliare l’Apd, la più alta imposta aerea sui passeggeri del mondo, e migliorare il processo dei visti", ha detto Rafael Schvartzman, regional vice president Iata per l'Europa.
 


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