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One Order: lo standard Iata prende tempo

01/08/2019 12:40
Una volta a regime permetterà di rilasciare un unico "reference number" che comprende voli e transazioni non air, ma per ora nel registry ci sono due vettori certificati

Negli ultimi anni il mantra di Iata è stato il focus sul consumatore. Da qui il lancio, nell’ormai lontano 2012, del protocollo Ndc (New Distribution Capability) e quattro anni dopo, nel 2016, quello di One Order. Di cosa si tratta? E’ un sistema che permetterà, una volta entrato a regime, di rivoluzionare le operazioni commerciali delle aerolinee. Consente infatti di modernizzare i flight booking e gli accounting processes delle compagnie aeree associate semplificando, in sostanza, l’esperienza di prenotazione.

Al cliente verrà rilasciato un reference number unico per il viaggio (Order Id) che coprirà tutti i documenti relativi a voli e servizi accessori. Un unico “booking reference number”, quindi, al posto del Pnr di oggi, che contiene l’identità del passeggero e l’itinerario, ma non le informazioni sul pagamento che sono proprietà del biglietto elettronico, mentre per i servizi accessori si registra un codice chiamato Emd (electronic miscellaneous document). Il tutto si riflette in una gestione complessa e costi per i vettori, visto che vengono gestiti in sistemi di backoffice differenti.

Riconciliare tutte queste voci di spesa in un unico numero però richiede tempo. “One Order – conferma uno studio di Phocuswright – attualmente contempla soltanto le componenti volo di un acquisto travel, mentre i servizi non air non sono ancora inclusi. Solo quando questo sarà possibile allora Iata raggiungerà l’obiettivo di un unico order”.

Da non sottovalutare, poi, l’aspetto della gestione su venditori e fornitori di viaggi: “Il trade dovrà rivedere sistemi e interfacce – spiega l’analisi di Phocuswright – ridefinire i processi di business di front e back office e utilizzare un linguaggio nuovo che crei engagement con il cliente finale”.

Solo allora l’industria passerà da un modello che dipende da una tecnologia proprietaria che usa ancora processi cartacei digitalizzati ad una customer-centric experience in cui il mondo travel interagisce in real time con il cliente.

A dimostrare il ritardo nell’applicazione di One Order, il registro delle aziende certificate pubblicato da Iata, che fornisce i dati di due categorie: la capability (la capacità del richiedente di sviluppare la messaggistica xml in conformità alle specifiche), in cui risultano ad oggi presenti otto compagnie e la certification (che certifica la conformità dello sviluppo alle specifiche) dove risultano indicate soltanto Lufthansa e China Southern.

In questo processo di cambiamento spetterà un ruolo anche alle società che si occupano di sviluppare tecnologia nel travel. Tra quelle che sviluppano servizi basati sulla tecnologia One Order, il registry di Iata cita Sabre ed Amadeus. l.d.


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