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Allianz Partners stila il profilo degli italiani in viaggio

23/08/2019 09:45
Programmatori, viaggiatori da catalogo o romantici avventurieri: i tanti volti degli italiani in viaggio scoperti dall'indagine Monitor Allianz Global Assistance

Chi sono gli italiani che viaggiano, come si comportano e quali sono le destinazioni più gettonate e quelle più desiderate? A queste domande ha cercato di rispondere Monitor Allianz Global Assistance che, in collaborazione con AstraRicerche, ha indagato sulla relazione tra italiani e viaggio, intervistandone un campione di oltre 1.500 italiani tra i 18 e i 65 anni.

Dal romantico viaggiatore solitario allo stanziale programmatore: i risultati della ricerca commissionata da Allianz Partners mostrano che gli italiani da una parte preferiscono viaggi sereni e ben definiti, ma dall’altra sognano viaggi senza meta prestabilita. Del primo gruppo fanno parte i viaggiatori da catalogo (19,6%), quelli stanziali a breve raggio (16,0%), e i pianificatori di gruppo (13,9%). Dall’altra parte troviamo invece quelli che amano maggiormente il rischio e si spingono più in là: sono i viaggiatori solitari (15,1), gli improvvisatori moderati (23,4% - il cluster più numeroso) e gli avventurosi (12,0%, il gruppo più estremo).

Che sia per andare lontano o più vicino, il “fai da te” sembra essere la scelta preferita: il 56,8% predilige infatti organizzarsi senza intermediazione. C’è chi non può fare a meno di prenotare tutto in anticipo (62,5%), senza affidarsi a soluzioni “last minute” (solo il 17,3% del campione), chi programma il viaggio “tappa per tappa” (56,9%) o chi preferisce definire tutto in anticipo (58,2) senza lasciare troppo spazio all’avventura (16,4%). Inoltre, gli intervistati dichiarano di favorire la visita verso luoghi lontani (35,9%), piuttosto che rimanere vicino casa (22,3%). Una volta arrivati a destinazione poi, meglio viaggi sempre in movimento (46,4%) che i viaggi ‘stanziali’ (20,8%).

Tra le mete più ambite dagli italiani resta primo il Vecchio Continente con una lieve prevalenza dell’esterofilia (il 65,3% preferisce l’Europa mentre il 61,6% viaggia in Italia). Un’altra area sembra poter competere per i sogni degli italiani: è il Nord America (Stati Uniti, Canada) indicato dal 41,8% del campione; seguono Medio Oriente e Asia (23,0%). In gara anche l’Oceania (22,0%) che supera il Sud America (17,8%) e l’America centrale (15,6%). In fondo alla classifica troviamo il continente africano (11,9%) e le aree polari (con un 4,3%).

Non mancano destinazioni turistiche che ci attirano meno e tra queste spicca il continente africano (indicato in modo generico dal 21,7%) con la specifica dell’Egitto (18,2%, che – come singolo Paese – stacca nettamente tutti gli altri), a cui segue il l’area mediorientale (11,0%)

Dall’indagine emerge che quasi 6 italiani su 10 sono incorsi in almeno una delle sette “sventure del viaggiatore”, in particolare abbiamo: la rinuncia al viaggio all’ultimo minuto per malattia o infortunio e la rinuncia per altri motivi (per il lavoro, per la necessità di restare in città, …). Ma le sfortune accadono anche per cause completamente diverse: mezzi di trasporto che impediscono l’avvio del viaggio (16,4%) o che non ci sono durante il viaggio stesso (15,1%); problemi di prenotazione (mancante, non registrata, fatta a una struttura inesistente…: 8,9%) o di contatto con l’agenzia di viaggio (10,0%); desiderio di fare una polizza assicurativa per il viaggio ma averci pensato tardi (10,6%).

Si parte sì, ma il pensiero è anche alla casa e a chi resta in città. Infatti, “quello che potrebbe accadere” e “chi resta” a casa durante i viaggi è il pensiero più ricorrente; il 67% degli intervistati, quando viaggia, dichiara di pensare spesso: “speriamo che i mie familiari rimasti in città stiano bene”, mentre il 57,6% teme l’arrivo dei ladri. Il 44,6% si interroga sull’aver ‘staccato’ gli apparecchi elettrici, mentre il 37,7% cerca di ricordare se ha chiuso il rubinetto del gas! Bisognerebbe pensarci prima e meglio: il 43,8% pensa “la prossima volta prima di partire controllo tutta la casa in modo più approfondito e preciso”, il 38,9% “se succede qualcosa in casa mentre non ci sono, non so proprio come fare, a chi rivolgermi” e ben il 30,2% ha il rimpianto di non aver contratto una polizza assicurativa per essere più sereno.

 


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