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Property Managers Italia ad Airbnb: "Stop al gioco dei ricorsi"

19/09/2019 14:47
Un balletto che va avanti dal 2017, dice l'associazione

L’ordinanza 6219 con cui il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte di Giustizia Europea la pronuncia sull’applicazione della cosìddetta Cedolare secca da parte di Airbnb rischia di allungare in maniera indefinita i tempi di una risposta conclusiva sulla questione. Per questo Property Managers Italia, principale associazione italiana dei proprietari di appartamenti, si rivolge direttamente ad Airbnb perché ponga fine al balletto di ricorsi che va avanti dal 2017, dal Tar del Lazio al Consiglio di Stato.

“Il mercato ha tempi molto più rapidi di quelli della giustizia amministrativa – spiega Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia – e noi property manager continuiamo a lavorare in un clima di incertezza, poiché dal 2017 applichiamo queste nuove regole, ma contemporaneamente aderiamo a piattaforme che non si sono adeguate al nuovo regime contabile, come Airbnb ma non solo. Per questo chiediamo al nuovo country manager di Airbnb Italia, Giacomo Trovato, a cui faccio i miei migliori auguri per la recente nomina, di fare un passo indietro, ritirare i ricorsi e fare in modo che l’azienda si assuma le proprie responsabilità, invece di perdere un altro anno dietro una sentenza. Inoltre mi auguro che un gesto di questo tipo da parte di Airbnb sia di esempio anche per le altre piattaforme che non stanno agendo da sostituto d’imposta, come Booking.com e Tripadvisor. Il problema infatti è più ampio e oggi Airbnb passa da capro espiatorio anche per tutte le altre multinazionali che gestiscono i pagamenti e che per questo sarebbero tenute allo stesso modo a trattenere l’importo della cedolare secca”.

Stefano Bettanin è anche ceo di Rentopolis, azienda associata a Property Managers Italia e citata da Airbnb nel suo ricorso al Consiglio di Stato in quanto due anni fa aveva dichiarato di essersi adeguata senza difficoltà alla legge. “Oggi non solo Rentopolis ma tutti gli associati di Property Managers Italia applicano la cedolare secca da due anni – prosegue Bettanin –. Trattandosi di prassi consolidate siamo disponibili a condividere la nostra esperienza come gestori, se può servire a trovare la soluzione tecnica per far adeguare le piattaforme. Due anni però sono un tempo sufficiente per adeguare la piattaforma, per cui è finito il tempo delle scuse e dei rinvii: non rispettare la legge è concorrenza sleale nei confronti di chi opera nel pieno rispetto della legalità e per questo ci auguriamo una presa di coscienza da parte dei giganti del web. Se questo non dovesse avvenire allora non potremmo che fare appello al ministro Franceschini affinché solleciti le dovute verifiche verso le piattaforme di intermediazione: ogni anno leggiamo dei tanti controlli fatti a tappeto sul territorio nei confronti di host, proprietari e property manager che puntualmente vengono citati dai giornali quando vengono colti in fallo. Perché allora lo stesso trattamento non viene riservato alle multinazionali degli affitti brevi?”.


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