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Langhe Monferrato Roero, territorio e ristorazione per spingere il turismo

23/09/2019 15:14
Per attrarre visitatori e investimenti l’Ente del turismo punta sulla biodiversità dei luoghi e sulle eccellenze gastronomiche. Come racconta il direttore Mauro Carbone

Con il nuovo binomio Langhe Monferrato Roero, l’Ente del turismo è pronto a vincere la sfida contro i concorrenti d’oltreoceano per attrarre sempre più turisti e investitori nel territorio. A patto di cambiare, in primis, mentalità. “Il primo risultato deve essere di ordine culturale”, sottolinea Mauro Carbone, direttore ente turismo Langhe Monferrato Roero. Abbiamo 211 comuni in 70 chilometri, il che vuol dire una fortissima biodiversità culturale, che è il fascino della nostra terra. Perdersi tra i borghi, scoprire in ognuno di essi paesaggi e prodotti diversi, ha un forte potere attrattivo. E su questi asset dobbiamo puntare”.

Il mercato principale proviene perlopiù dal nord Italia, specialmente dalla Lombardia e dal bacino milanese. Aree in cui l’Ente sta investendo maggiormente, per presidiare, “con i nostri prodotti di eccellenza – in primis il sistema di ristorazione – i territori di provenienza dei molti clienti fidelizzati, che vengono soprattutto durante l’autunno per la stagione del tartufo. Rappresentano il 90% dei flussi dal Belpaese”.

Nel frattempo l’Ente è in procinto di varare uno studio, della durata di un anno, per valutare al meglio i flussi turistici, per sopperire al gap del sistema Istat che rileva solo i pernottamenti: “Siamo un territorio piuttosto piccolo e in alta stagione molte persone pernottano fuori dei nostri confini territoriali. In realtà poi spendono la più parte della vacanza da noi”, precisa Carbone.
 
E per spingere il turismo nell’area, l’ente lavora in modo costante e sinergico con gli agenti di viaggi e gli operatori della zona affinché promuovano pacchetti turistici. “Anche se in realtà oggi gli operatori sono sempre meno interessati al pacchetto, lavorano sempre più con prodotti taylor made, che richiedono maggior impegno nella fase di progettazione, ma che hanno un valore aggiunto significativo sia in termini economici, sia per la soddisfazione del cliente”.

Un territorio che comunque cresce a livello turistico tanto che secondo le ultime indicazioni, l'area delle Langhe Monferrato è cresciuta negli ultimi 3/4 anni del 5%. Il 2018 si è chiuso con un milione e mezzo di pernottamenti, generati da circa 650mila arrivi. E c’è fermento in tema di investimenti: “Le Langhe sono state le prime ad accogliere investimenti, seguite più tardi dal Monferrato e Roero. Le aziende del mondo del vino e dell’enogastronomia stanno diversificando, diventando protagonisti di asset turistici. Non abbiamo catene di player internazionali che hanno investito nel territorio, ma sono quasi sempre capitali locali di aziende che hanno diversificato la propria attività, credendo nel turismo e scommettendo con l'apertura di piccole e medie strutture ricettive di altissima qualità e con una forte attenzione alla soddisfazione del cliente”.

E la prossima struttura, in apertura a fine 2020, si chiamerà Casa di Langa, (investimento di 3milioni e 450mila euro, ndr). Il progetto è dell’americano Kyle Krause, già proprietario delle cantine Enrico Serafino e Vietti, che ha deciso di aprire un relais (immerso in 42 ettari di vigneti e noccioleti, con 39 camere di cui 12 suite, centro benessere, ristorante e centro didattico dedicato al vino e alla cucina, ndr) ai piedi della zona del Barolo. “Il format è sempre un po’ quello: consolidarsi in un’attività radicata sul territorio, innanzitutto del vino, e poi diversificare nel turismo”, conclude Carbone. g.c.


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