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Idee per Viaggiare tra tour operating e software gestionali

08/10/2019 08:34
Una crescita del +14% anno su anno e un volume d'affari da 90 milioni di euro per il t.o., che diversifica gli investimenti e punta forte anche sulla tecnologia

Chiude il bilancio 2019 con 90 milioni di volume di affari (da ottobre 2018 a ottobre  2019) Idee per Viaggiare, registrando una crescita del 14% rispetto allo scorso anno. Il 60% del fatturato deriva dall’attività di tour operating (54 milioni circa) mentre il restante deriva dagli altri progetti che per la prima volta il ceo, Danilo Curzi, rivela: “Si tratta di una software house”. All’interno di questa divisione si sviluppano la piattaforma di dynamic packaging Archimede e Boardig Card strumento integrato nella business unit della biglietteria aerea che, grazie ad accordi con oltre 50 vettori, distribuisce il prodotto trasversalmente sul mercato. “Offriamo servizi per un migliaio di agenzie di viaggi non Iata, e abbiamo iniziato ad avere una struttura commerciale dedicata soltanto a questo prodotto”.

La crescita a doppia cifra è frutto di investimenti continui. Secondo Curzi “questi numeri sono la conseguenza di un lavoro giornaliero e ci confermano che siamo in una fase evoluta. Siamo curiosi, sperimentiamo, siamo attenti alla tecnologia e alle persone: siamo arrivati a 135 dipendenti senza turnover, che è un costo importante in alcune aziende, e abbiamo reagito ai cambiamenti delle filiera, modellando il prodotto sul tour operating”.

Sulle prospettive del futuro, richiamato sui riflessi del caso Thomas Cook, interviene Roberto Maccari, co-fondatore del tour operator: “Quando qualcuno sparisce non fa mai bene al mercato, ma in questo momento per noi è un’opportunità: Paesi in cui eravamo considerati secondariamente ci stanno cercando; certo, in altri dove lavoriamo da anni, invece, hanno cominciato a chiedere garanzie”. Specifica Curzi: “E’ come mettere un antifurto dopo che sono entrati i ladri, ma è normale e noi non abbiamo nessun problema a fornirle”. 

Non tutti gli investimenti sono andati bene, tuttavia nel corso degli anni. “Certo – ammette il ceo – l’importante è non insistere quando si capisce che si è in perdita e reagire traendo vantaggio dal proprio errore”. Ad esempio, se tornasse indietro al 2008, si renderebbe conto che era troppo presto per il lancio di “touché”, la vetrina interattiva, in cui Curzi aveva aperto il varco alla tecnologia con un investimento che doveva essere di proporzioni maggiori, che tuttavia li avrebbe costretti ad abbandonare il tour operating.

I progetti sono ora rivolti a Milano, e la Lombardia, primo mercato del tour operator romano, che si alterna con Veneto e Lazio in questi ultimi anni. “Apriremo una sede, ma non in città, forse a Como, non diciamo la data, per scaramanzia”. l.s.
 


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