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Robintur: "Adv, attenzione ai flussi di cassa"

15/10/2019 10:50
"La distribuzione turistica ha una particolarità che è un punto di forza, ma anche di vulnerabilità. E' il ciclo finanziario", afferma Claudio Passuti

"Penso che oggi una parte della distribuzione abbia una debolezza strutturale piuttosto pesante". Lo afferma con la cognizione di causa che ha un dirigente cooperativo, Claudio Passuti, direttore generale di Robintur Travel Group. Il manager spiega a Guida Viaggi la sua visione sul settore e non teme di rivelare una certa preoccupazione "sull'affidabilità di una parte di questa rete distributiva - afferma il manager - è inacettabile che una parte possa permettersi di non adempiere ai requisiti minimi di legge".

E' evidente la "frammentazione della rete agenziale", se vogliamo considerare le oltre 8mila adv, che resistono sul versante dei costi, ma il manager si sofferma anche sulla "quantità di adv che ha un fatturato sotto i 300 o i 500mila euro, che non garantisce la redditiività. In più la distribuzione turistica ha una particolarità che è un punto di forza, ma anche di vulnerabilità - sottolinea il manager -. Ed è il ciclo finanziario". Passuti entra nel merito del tema e lo analizza. "E' buona regola incassare dal viaggiatore in anticipo, il che genera un flusso finanziario attivo nella gestione del punto vendita, che però rischia di fargli credere di essere in possesso di una disponibilità finanziaria propria che invece non c'è". E così "le adv che rischiano di chiudere credo che non siano delle eccezioni o che siano così poche, per questo noi siamo per favorire una aggregazione sistemica".

La soluzione quindi quale dovrebbe essere? Passuti non ha dubbi: "Avere una gestione del conto economico della adv consapevole", afferma deciso. 

Dal suo osservatorio, che è quello del mondo Coop che, tramite Robintur, si è esteso anche al turismo per "favorire ai soci un servizio coerente con i valori etici della cooperativa", il manager ha un suo punto di vista ben preciso sul settore. "Oggi la distribuzione italiana ha un livello di fragilità, frammentazione e debolezza molto alto, riteniamo che l'aggregazione all'interno del networking sia importante, ma parziale perchè è in buona parte controllato da fornitori, il che può portare vantaggi, ma non garantisce potere contrattuale alla distribuzione", osserva Passuti.

C'è da dire, però, "che i network si stanno concentrando, la debolezza è più nella singola adv", nel trovare il proprio posizionamento "coerente alle proprie capacità ed obiettivi. Inoltre, più l'adv è piccola e maggiori sono le criticità di adeguamento ai balzelli normativi e tecnologici - aggiunge il manager -. Per questo riteniamo che l'Aip offra un'interessante opportunità in quanto permette di poter scaricare sulla sede centrale dell'associante la parte amministrativa, burocratica, fiscale, di marketing, permettendo all'associata di concentrare l'azione sulle proprie capacità e competenze". Ad avere maggiore prospettiva sono "le adv che hanno dimensioni e capacità di investire maggiormente in prodotto, tecnologia e risorse". s.v.


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