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Th Resorts sale a bordo del progetto Income Tourism

21/10/2019 12:45
Bighin: “Il nostro invito è che oggi le università ci aiutino e siano da incubatore per la crescita professionale delle figure che servono al turismo”

Fa parte del progetto europeo Income Tourism, anche Th Resorts, catena alberghiera che da oltre 40 anni offre ospitalità nelle location più belle di mare e montagna in Italia. I ragazzi selezionati dal bando avranno quindi la possibilità di avviare qui un progetto di formazione nel corso di un periodo di stage.

“Il mondo dell’hospitality e del turismo in generale offre sicuramente ai giovani la possibilità di confrontarsi con un mondo dinamico, dove trovare gli spazi per una crescita umana e professionale.- spiega il direttore risorse umane Lorenzo Bighin- Sicuramente caratteristiche come curiosità, freschezza, elasticità e voglia di mettersi in gioco molte volte sopperiscono a una esperienza sul campo che naturalmente manca a tali figure. Il nostro è un lavoro che si compie innanzitutto mostrando una faccia, una disponibilità nel servire l’ospite e una non paura al cambiamento che l’arte dell’accoglienza impone continuamente e, nella mia esperienza, vedo molto spesso nelle figure più giovani”. Tuttavia, qualche volta, i ragazzi dimostrano qualche difficoltà nell’approcciarsi al mondo del lavoro.

“La prima è la disponibilità a un sacrificio. Nella maggior parte dei segmenti in cui opera Th Resorts parliamo di strutture leisure. Questo implica la scelta di partire per mesi, lontano dal proprio contesto. Lavorare in hotel è una esperienza totalizzante. L’albergo diventa la propria casa, i colleghi, per mesi, diventano un pezzo della propria famiglia. Fin da subito è richiesta una maturità nel saper convivere con persone diverse da sé. Accanto a questo c’è anche il sacrificio di servire il cliente, aspetto presente in tutti i lavori, ma che nel lavoro alberghiero trova una esemplificazione quotidiana. Tra le qualità che spiccano sicuramente cito due qualità che a mio modo di vedere spiccano immediatamente: la padronanza delle lingue, limite che riscontro nelle generazioni precedenti. La seconda qualità sono le conoscenze acquisite negli anni di studio, che se usate in maniera intelligente, diventano utilissime nelle posizioni apicali all’interno della struttura”.

Per quanto riguarda le figure professionali ricercate, oggi, nel settore turistico il direttore delle risorse umane di Th Resorts afferma. “Ogni reparto ha bisogno di figure professionali. Per professionalità io intendo il modo in cui un cuoco arriva in cucina il mattino, come è ordinata la sua divisa, come tratta la sua postazione di lavoro e gli strumenti che usa, come si rapporta con i colleghi, come mette a disposizione le conoscenze e le esperienze passate e la disponibilità a imparare continuamente dalle situazioni che vive. Ogni reparto ha bisogno di figure professionali di questo tipo e in Th cerchiamo queste caratteristiche nell’hotel manager come nel lavapiatti. Vedo un grande difficoltà nel nostro settore nel mappare le competenze in maniera oggettiva. Nel turismo non esiste un albo professionale e, spesso, curriculum ineccepibili nascondono sorprese. Sicuramente le figure che lavorano sulla strategia aziendale, e ne condividono la mission, come direttori e capi reparto sono le più complesse da individuare”.

In Th Resorts collaborano 2600 persone e il processo di formazione, talvolta, diventa difficoltoso. “I periodi in cui le strutture sono chiuse, che permetterebbero di potersi dedicare al meglio ad una attività essenziale come la formazione, coincidono con i periodi in cui una figura stagionale si riavvicina alla propria casa e ai propri affetti. - spiega Bighin- All’interno di questo scenario, anche leggi e regolamenti non aiutano, in quanto non tengono conto delle caratteristiche di questo lavoro: per molti fondi a cui una azienda turistica potrebbe accedere per fare formazione è necessario che le persone siano assunte: peccato che i periodi migliori per fare attività di formazione coincidano con periodi in cui il personale non è assunto. Per questo motivo penso che sia necessario utilizzare la formazione digitale, oggi ci sono degli strumenti molto interessanti che facilitano moltissimo e danno degli ottimi risultati”.

I processi di formazione in Th sono molteplici: a partire dal momento del Onboarding, essenziale per garantire buone performance nel tempo, ai corsi esterni e interni di aggiornamento e di formazione sui sistemi e sul prodotto. A novembre, inoltre, si terrà l’Academy Th che per 8 giorni coinvolgerà oltre 200 persone: i capi reparto, le direzioni delle strutture alberghiere, tutti i responsabili corporate per corsi formativi, master tematici, aggiornamenti sugli obiettivi aziendali e focus sulle novità di prodotto. “Sono convinto che curare la formazione porti a una situazione win-win. Vince l’azienda: resta al passo rispetto a un mercato che muta continuamente e rimane ‘attraente’ per le persone che già vi lavorano o che vogliono entrare. Al tempo stesso vincono i collaboratori: cresce la loro professionalità e la loro soddisfazione per quello che fanno”. Th Resorts, prima di entrare a far parte di Income Tourism, aveva già avuto modo di collaborare con altri progetti che coinvolgevano gli studenti.

“In passato ho notato un grosso scollamento tra il mondo universitario e quello del lavoro. Molte volte il piano di studi non rispetta poi le esigenze delle aziende, altre volte le aspettative non combaciano con la realtà lavorativa. Questo molte volte ha portato a una difficoltà nell’inserimento di figure che potenzialmente avrebbero molto da dare. Sono, invece, contento che le università negli ultimi anni abbiano cominciato a porre una crescente attenzione alle tematiche del mondo del turismo: food, marketing, organizzazione aziendale, innovazione. Il nostro invito è che oggi le università ci aiutino e siano da incubatore per la crescita professionale delle figure che servono al turismo. Questo penso possa essere il vero punto di forza di iniziative come quella di Income Tourism. Th Resorts oggi è sicuramente interessata ad aderire e a promuovere tutte le forme che possano incrociare le urgenze dei grandi gruppi turistici, con le migliori università italiane in una vera grande Academy”. s.f.

 


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