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Post Thomas Cook, stangata per i tour operator tedeschi

04/11/2019 11:15
Per evitare il ripetersi delle problematiche legate all’insolvenza, allo studio anche polizze assicurative con premi salati

A seguito del fallimento di Thomas Cook, che ha lasciato i clienti a fronte di perdite fino a 400 milioni di euro, in un prossimo futuro i tour operator tedeschi potrebbero dover pagare assicurazioni assai più onerose. Lo annuncia il magazine online fvw.

Secondo gli esperti, il crollo del secondo più grande tour operator del Paese ha dimostrato che anche un leader di mercato non è "too big to fail" e può danneggiare gravemente l'intero sistema. Questo perché, a differenza di altri Paesi dell'UE, la Germania ha un basso livello di assicurazione di insolvenza per i tour operator, con una copertura modesta. Una compagnia assicurativa deve solo coprire potenziali perdite per 110 milioni per i tour operator.

Secondo il quotidiano Bild-Zeitung, le perdite totali per i clienti causate dall'insolvenza di Thomas Cook potrebbero sfiorare i 400 milioni di euro, calcolando, a fine settembre, in 660mila le prenotazioni a un prezzo medio di poco più di 750 euro a persona. Questo genererebbe uno scoperto fino a 400 milioni se la compagnia assicurativa Zurich rimborsasse 110 milioni.

Al momento della sua insolvenza, Thomas Cook Germany ha infatti dichiarato 660mila prenotazioni per le festività future (fine 2019 e 2020). Da allora ha cancellato tutti i booking con date di partenza fino al 31 dicembre 2019, ma non è ancora chiaro che cosa accadrà alle prenotazioni per il 2020.

La compagnia assicurativa di Cook, Zurich, afferma di non disporre ancora di tutte le informazioni necessarie per calcolare i costi finanziari totali dell'insolvenza. In particolare, non è chiaro quante delle 660mila prenotazioni siano state effettivamente pagate in tutto o in parte.

Nel frattempo, la travel industry tedesca, le compagnie assicurative, le parti politiche e le organizzazioni per la tutela dei consumatori si stanno confrontando su come il sistema assicurativo debba essere riformato per prevenire casi simili in futuro.

La German Travel Association (Drv) afferma che un nuovo modello dovrebbe garantire una "copertura sufficiente" per i pagamenti dei clienti, essere "economicamente conveniente" per gli operatori turistici e "riflettere adeguatamente" la variabilità finanziaria delle compagnie assicurate.
Tra i leader di mercato, Ralph Schiller, sales & marketing chief di Fti, ha affermato che aumentare il limite di responsabilità non sarebbe sufficiente, sollecitando un "fondo di garanzia industriale". Anche l'esperto di assicurazioni di viaggio Roland Schmid sostiene un "fondo di garanzia", chiedendo premi assicurativi in base al loro fatturato e numero di clienti.

Sia la Drv sia l'associazione tedesca dell'industria assicurativa Gdv hanno istituito gruppi di lavoro interni per discutere la questione.
Nel frattempo, Thomas Bareiß, segretario di stato del ministero dell'Economia tedesco con delega al turismo, ha dichiarato che "i premi devono essere accessibili. Non è possibile assicurare tutto". Bareiß ha anche difeso la decisione del governo di fornire un prestito per mantenere Condor in attività e ha dichiarato di essere fiducioso che la somma verrà rimborsata a tempo debito. "Dovevamo offrire sicurezza agli oltre 200mila viaggiatori", ha commentato.


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