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Il nuovo corso di Enit

04/11/2019 15:40
Si punta sull’incremento dei flussi turistici, che non solo devono crescere in termini numerici, ma anche di volumi

di Silvia Pigozzo

E’ l’Italia della ricchezza culturale, artistica ed enogastronomica. Un’Italia che si presenta unita, pur nella peculiarità di ciascuna regione. E’ questo il fil rouge che ha animato l’inaugurazione dello stand di Enit, l’Agenzia nazionale del Turismo, in questa edizione del Wtm di Londra, in cui il nostro Paese è protagonista in città con una massiva campagna pubblicitaria dal nome “Live the beauty, you are in Italy”.

“Il nuovo corso di Enit, basato sulla stretta collaborazione tra l’ente, le singole regioni e gli operatori privati sta già mostrando segnali più che positivi – ha sottolineato il neo presidente Giorgio Palmucci -. Il 2018 è stato un anno straordinario, con quasi 430 milioni di turisti che hanno visitato l’Italia, segnando una crescita del 2% rispetto al 2017. E le previsioni del primo semestre di quest’anno indicano un flusso turistico di circa 43 milioni, con un incremento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2018”.

Secondo i dati diffusi da Enit, in crescita anche i pernottamenti 165 milioni, a +4,3%. “Il dato positivo è che l’incremento non è solo in termini numerici, ma anche di spesa –  più di 18.752 miliardi di euro, in crescita del 6,7% sul periodo gennaio-giugno 2018. In linea con il nostro piano condiviso con le regioni e il Governo per far crescere l’Italia in valore non solo in volumi. Perché il nostro obiettivo è di vedere crescere il saldo del 10% ogni anno”, ha sottolineato Palmucci.

Germania, Stati Uniti e Francia restano i mercati principali dell’Italia, seguiti dalla Gran Bretagna, che nel primo semestre 2019 ha fatto registrare 1,7 miliardi di euro, in aumento del 15,6% per quanto riguarda la spesa dei viaggiatori inglesi.
Positive e in crescita anche le previsioni di vendita del prodotto Italia per l’autunno-inverno di quest’anno secondo il 47,2% degli operatori turistici stranieri, mentre tra i professionisti europei questo ottimismo scende al 36,1%. Il Sud Italia resta l’area più richiesta dai turisti europei, mentre sempre più stranieri scelgono la combinazione tra tour nelle grandi città e piccoli centri culturali e borghi.
 


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