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Turismo 2024: Asia padrona, Africa in ascesa, nuvole nere sull'Europa

06/11/2019 08:57
Euromonitor analizza cinque anni di sfide future per la travel industry globale, che varrà 3mila miliardi di dollari. I rischi per il Vecchio Continente, Italia in primis: a rischio 5 milioni di arrivi

Lo spettro della recessione e della Brexit in Europa, l’effetto-Trump e quello di Greta Thunberg a livello globale. E ancora, lo strapotere asiatico e la crescita silenziosa di Sud America, Africa e Medio Oriente. Sono solo alcuni degli elementi presi in analisi dall’edizione 2019 di "Megatrends Shaping the Future of Travel”, lo studio previsionale di Euromonitor International che prova ad anticipare i destini dei prossimi cinque anni del turismo globale. Senza eccesso di ottimismo - date le sfide da affrontare a causa delle turbolenze politiche, dei più complessi behavior dei viaggiatori e della crisi climatica - pur non negando gli aspetti positivi che interesseranno la travel industry da qui al 2014.

Crescita globale, online padrone del mercato
L'industria dei viaggi continuerà infatti a funzionare, e dovrebbe continuare a crescere globalmente del +3,3% su base annua fino a raggiungere i 3 miliardi di miliardi di dollari entro il 2024. Per quell’anno, l’online rappresenterà la quota principale delle vendite di viaggi con il 52% di market share, con le vendite via mobile a prendersi un quarto del monte prenotazioni in termini di valore. Euromonitor International prevede che gli arrivi internazionali ammonteranno a 1,8 miliardi, dato finanche piccolo se comparato agli spostamenti interni ai singoli Paesi, che dovrebbero raggiungere i 19 miliardi. Quanto alla spesa media per arrivo, dovrebbe reggere alle pressioni sui prezzi e aumenterà marginalmente a 1.101 dollari entro il 2024, rispetto agli 1.088 dollari del 2019.

Le Americhe
In uno scenario di "Trump Adverse Politics" che vedrebbe ulteriori dazi, rialzi sulle tariffe e politiche di immigrazione più rigorose, la domanda di turismo negli Stati Uniti potrebbe veder svanire un 9,6% di crescita potenziale del proprio incoming entro il 2024. In America Latina, invece, "un terzo dei consumatori acquista tramite i social media, facendone uno strumento redditizio per le imprese. Gli influencer stanno seguendo il trend, passando ai tour operator e cancellando via via i confini tra comunicazione, acquisto ed esperienza”, spiega nello studio Caroline Bremner, responsabile travel research di Euromonitor International.

Asia-Pacifico
I consumatori dell'area Asia-Pacifico utilizzano già oggi "super app" mobili multifunzionali, capaci di combinare social, servizi finanziari e di retail su un'unica piattaforma. Con app come WeChat - con 1 miliardo di utenti attivi mensili - le super app hanno contribuito in modo significativo alle vendite intermediate online di 227 miliardi di dollari nel 2019. Tuttavia, la minaccia della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina potrebbe influire sulla crescita del turismo cinese outbound.

Medio Oriente e Africa
Nonostante i tragici punti interrogativi delle guerre in Siria e Yemen, la macroregione del Medio Oriente e dell'Africa continua a godere di una solida crescita, con partenze dalla regione stimate in crescita del +5,6% entro il 2024. "L'Arabia Saudita – osserva Bremner - sta investendo nel turismo aprendosi ai turisti stranieri, per ridurre la sua dipendenza economica dal petrolio. In Africa, il turismo intraregionale sta crescendo rapidamente, con influencer e imprenditori che sfruttano la crescente connettività Internet per promuovere l'Africa attraverso una ricca narrazione”. Con l'evoluzione del panorama dei viaggi, stanno emergendo nell'area nuovi modelli di business per offrire accessibilità, praticità e alternative sostenibili.

Europa
E poi ci siamo noi del Vecchio Mondo, stretti tra l'incertezza della Brexit e le preoccupazioni per una possibile, grave recessione, che renderanno in ogni caso i vettori a basso costo e i noleggi a breve termine le scelte di viaggio più popolari, poiché i consumatori continueranno a mettere al primo posto il parametro qualità-prezzo. Tuttavia, con il 59% dei consumatori preoccupato per i cambiamenti climatici, anche la preferenza verso i viaggi sostenibili è in netto aumento.

L'Italia
A raccontare lo strettissimo rapporto tra economia e turismo, basterà poi citare un passo dello studio di Euromonitor: "L'economia tedesca è stata gravemente colpita dal peggioramento delle esportazioni, mentre quella francese ha subito un rallentamento dall'impatto delle proteste dei Gilets Jaune. In Italia, l'aumento dei costi di indebitamento dalla metà del 2018, combinato con l'attuale incertezza della politica fiscale, ha gravemente danneggiato la fiducia e gli investimenti delle imprese, con un calo della produzione peggiore di quanto precedentemente previsto. Il Pil italiano dovrebbe ristagnare o contrarsi leggermente nel 2019. Contro questo peggioramento delle prospettive economiche, il sentimento del settore privato dell'Eurozona è sceso ai minimi da due anni. Vi è persino il rischio di una crisi esistenziale, se altri Paesi dovessero lasciare l’Unione dopo il Regno Unito, come la Grecia o l'Italia. La probabilità del primo scenario è del 6-11% su un orizzonte di un anno, rispetto all'1-5% per quest'ultimo scenario. In termini di viaggi e turismo, una recessione dell'Eurozona si farebbe sentire più acutamente in paesi come l'Italia e la Francia. Entrambi potrebbero subire un potenziale declassamento della domanda di oltre 5 milioni di arrivi". Speriamo si sbaglino. g.m.


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