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Risarcimento voli: si apre una nuova era

06/11/2019 17:04
I diritti dei passeggeri rafforzati grazie alla sentenza della Corte di giustizia europea. La decisione è giuridicamente vincolante per tutti gli Stati membri e aderenti, annulla la precedente decisione della Corte Suprema francese

Una storica sentenza della Cgue rivoluziona il risarcimento dei voli. I diritti dei passeggeri sono stati significativamente rafforzati grazie alla sentenza della Corte di giustizia europea. La decisione è giuridicamente vincolante per tutti gli Stati membri dell’Ue e gli Stati aderenti e annulla la precedente decisione della Corte Suprema francese del 14 febbraio 2018.

La precedente sentenza francese stabiliva che, nel caso in cui i passeggeri intendessero chiedere un risarcimento per un problema relativo a un volo, dovevano fornire la carta d’imbarco al fine di ricevere un risarcimento in Francia, in modo da dimostrare che erano effettivamente presenti in aeroporto il giorno della partenza. Questa pratica andava a grande favore delle compagnie aeree ed è stata utilizzata proprio per evitare di pagare i risarcimenti.

Ai sensi del Regolamento Ue n. 261/2004, i passeggeri hanno attualmente diritto a un risarcimento fino a 600 euro per ritardi superiori a 3 ore, cancellazioni o negato imbarco per tutti i voli all’interno dell’Ue, da e verso l’Ue, o con compagnie aeree registrate nell’Ue.

Questo nuovo verdetto invia un chiaro messaggio alle compagnie aeree in cui si sottolinea che i diritti dei passeggeri devono essere rispettati e che i passeggeri non devono essere ostacolati nell’ottenere un risarcimento con richieste di documenti non necessari. Una carta d’imbarco conferma semplicemente le informazioni che una compagnia aerea ha già nel proprio sistema e, dunque, la richiesta di presentare la carta d’imbarco nella procedura di risarcimento era chiaramente un modo con cui le compagnie aeree cercavano di evitare le loro responsabilità.

“Questa storica sentenza dimostra chiaramente che la giustizia è dalla parte dei passeggeri. Rafforza l’attuale Regolamento (Ue) n. 261/2004 e costituisce un precedente per la legislazione futura in altre giurisdizioni, continuando la tendenza volta a rafforzare i diritti dei passeggeri, come dimostrato dalle recenti modifiche apportate dal Canada al proprio Regolamento sulla tutela dei passeggeri aerei. I passeggeri dell’Ue non solo saranno maggiormente tutelati in futuro, ma ora possono anche ripresentare le richieste di risarcimento che in precedenza erano state respinte dalle compagnie aeree per la mancata presentazione delle carte d’imbarco”, ha dichiarato Kamila Szczygiel, avvocato di Givt.

La decisione della Corte di giustizia europea avrà un impatto positivo sui diritti dei passeggeri aerei ed è vincolante in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Tutti i passeggeri che hanno subito un problema relativo a un volo dovrebbero verificare se hanno diritto a un risarcimento, indipendentemente dal fatto che siano stati dirottati su altri voli o che abbiano un biglietto di andata e ritorno. Ogni Paese e giurisdizione presenta tempistiche diverse per le richieste di risarcimento dei voli.


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