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Brexit, un nodo (ancora) da sciogliere

08/11/2019 11:13
E' stata tra le parole chiave nell'ultima edizione del World Travel Market di Londra, un tema su cui diversi operatori hanno mostrato pareri discordanti - di Silvia Pigozzo

Tra i temi caldi dell'ultima edizione del World Travel Market di Londra c'è stato sicuramente quello della Brexit, su cui diversi operatori si sono confrontati esprimendo sentiment spesso divergenti tra loro. E se per qualche operatore italiano, “la situazione al momento non preannuncia alcuna flessione in termini di arrivi”, per Euromonitor, invece, il rischio oggettivo in caso di no-deal è di perdere circa dieci milioni di turisti inglesi in partenza.

Secondo Caroline Bremner, head head of travel research di Euromonitor International, "per l'intera travel industry è auspicabile che il Regno Unito lasci l’Europa con un adeguato accordo di libero scambio, una Brexit ordinata. In caso contrario, nel 2020 subiremo la perdita di 10 milioni di partenze, riportando l’orologio indietro di oltre dieci anni, quando nel 2008 il Paese ha subito una grave recessione economica".

Secondo David Goodger, managing director of Tourism Economics, l’impatto di un mancato accordo con l’Ue avrà ripercussioni anche sul trasporto aereo così come sul sentiment dei viaggiatori inglesi, che in attesa di una soluzione definitiva sul tema stanno già posticipando i propri viaggi in Europa. 

Ma se nel Regno Unito le preoccupazioni degli operatori sono già palpabili, in Italia la questione Brexit non sembra al momento allarmare più di tanto. "Per quanto riguarda le prenotazioni aeree di questo autunno non abbiamo registrato alcun calo, anzi il 70% dei tour operator inglesi ha previsto una crescita delle vendite”, ha affermato Giorgio Palmucci, presidente di Enit, che al Wtm ha snocciolato i numeri dell’incoming britannico in Italia ed evidenziato come la seconda città di origine sia Londra con il 4,4% di arrivi.

Secondo i dati Enit, infatti, le performance positive dei flussi inglesi in Italia proseguono anche nei primi sei mesi del 2019 con circa 2,8 milioni e segnando un +10,3% sul 2018. In aumento anche i pernottamenti, che raggiungono i 16 milioni (+14,6% sul 2018). “I turisti sono attratti dalla cultura e dalla ricchezza enogastronomica del nostro Paese tanto da far registrare incrementi nel primo semestre dell’anno anche in termini di spesa: 1,7 miliardi di euro, in aumento del 15,6%”. 

Tra i ricettivisti serpeggia qualche incertezza come conferma Marco Bernabè, Fit Dept manager di Acamporatravel, tour operator Italiano specializzato in incoming e legato al gruppo Tui. "La Brexit influirà certamente sulle performance di vendite e questo clima di incertezza non favorisce le partenze verso l'Italia". 

Silvia Pigozzo

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