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Thomas Cook e l'effetto sui dynamic packaging

14/11/2019 16:30
Secondo alcuni operatori il rischio è che il calo della disponibilità dei pacchetti tradizionali possa spingere gli agenti a creare pacchetti vacanze dinamici ad alto rischio e più complessi

Il recente collasso di Thomas Cook potrebbe indurre gli agenti di viaggi a cercare di mettere insieme e vendere pacchetti vacanze dinamici ad alto rischio e più complessi. Questo per far fronte a un calo delle vendite dei tradizionali pacchetti.

Secondo Alistair Rowland, chairman dell’Association of british travel agents (Abta), i due maggiori operatori rimasti oggi sul Tui e Jet2holidays dovrebbero essere affiancati da un terzo competitor in modo da rendere la composizione dei pacchetti vacanza dinamici più ampia e meno soggetta a una guerra dei prezzi tra agenti.

“È sicuramente una preoccupante avere solo due attori chiave. Il nostro obiettivo è assicurarci di avere la giusta gamma di prodotti, con più scelta. E nuovi operatori stanno arrivando", ha invece affermato Kelly Cookes, direttrice segmento leisure di Advantage Travel Partnership.

Secondo Steve Endacott, ex capo degli Airtours, ha sottolineato che gli agenti indipendenti non possono fare affidamento esclusivamente su Jet2holidays e Tui. “Queste due realtà spingeranno molto sui loro canali diretti. E nel caso in cui quelli indipendenti siano deboli, taglieranno le commissioni".

Simon Morgan, amministratore delegato di Tailor Made Travel, ha affermato che i suoi agenti stavano già facendo più affari con player più piccoli: "Preferirei avere sei o sette operatori di medie dimensioni piuttosto che due o tre sovradimensionati. I termini commerciali sono più favorevoli. E il dynamic packaging sarà certamente una parte fondamentale della nostra attività negli anni a venire. "


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