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Contratti: il trade chiede marginalità

15/11/2019 12:26
Fiavet Nazionale, Fto e Fiavet Lazio sulla nuova politica commerciale di Alpitour: serve tutela per gli adv e unità di sistema per difendere la filiera dai giganti della disintermediazione - a cura della redazione

Le associazioni di categoria si schierano sulla questione della nuova politica commerciale di Alpitour, che in questi giorni sta facendo discutere il settore anche per le modalità con le quali è stata introdotta nel lavoro quotidiano delle agenzie.

Il minimo comun denominatore degli addetti ai lavori sembra essere quello di una richiesta di tutela della marginalità delle adv, avamposto sul territorio di una filiera che deve già fronteggiare tutte le insidie del turismo contemporaneo, in primis i giganti della disintermediazione via web.

Sul nuovo impianto commissionale “abbiamo ricevuto tante segnalazioni e richieste di chiarimenti – ci conferma Ivana Jelinic, presidente di Fiavet -. Alpitour si è impegnato a cercare di approfondire e dare più spiegazioni, ma è anche vero che le agenzie si trovano in una condizione di difficoltà, perché le provvigioni sono state progressivamente erose dai t.o. e oggi il trade richiede marginalità, fondamentale per la sopravvivenza delle aziende”.

Jelinic si rivolge poi direttamente agli attori del turismo organizzato: “Come adv vorrei lanciare un input ai big: accortezza, perché la rete distributiva rimane quella delle adv. Nessuno mette in discussione la qualità del prodotto e il valore dei brand del Gruppo Alpitour, ma va data alle adv la possibilità di continuare il loro lavoro con remunerazioni adeguate, altrimenti il rischio per alcuni t.o. è vedersi sottrarre una fetta di mercato nella ricerca di soluzioni diverse”. Poi una considerazione sullo scenario dell’intero settore: “E’ in atto uno stravolgimento profondo e viviamo una fase complicata, con una spinta alla disintermediazione: l’uso del mobile parla da solo, c’è il ruolo delle Ota. Io sono per trovare soluzioni intelligenti che portino vantaggi a tutti, perché siamo facce della stessa medaglia. Confido che quella di Alpitour sia una politica corretta e non ha sicuramente interesse a perdere appeal. Comprendo anche un discorso di razionalizzazione, ma occorre trovare i giusti equilibri e disinnescare i bracci di ferro”.

Fa un discorso di sistema anche Gabriele Milani, presidente di Fto, che pur non entrando nel merito di uno specifico contratto si dice contrario e fortemente critico verso “tutte le azioni che hanno effetti negativi in termini di marginalità o di flussi di cassa degli agenti di viaggi”. I motivi son presto detti: “Nel tempo la parte commissionabile si è ridotta e sono state introdotte condizioni variabili in funzione del momento della prenotazione. Nel tempo la coperta è diventata corta, e non basta spostarla dalla parte di chi tira più forte. Lo sforzo compatto di tutta la filiera deve essere di farla tornare grande per tutti. Quindi andare a prendere viaggiatori che oggi non comprano da noi”. Quello del 2019 è infatti secondo Milani “un cliente esigente, che non può essere ingabbiato, e all'agente di viaggi serve flessibilità nei prodotti e servizi, offrendo il valore aggiunto della propria professionalità, assistenza e sicurezza. Per questo lavoro deve essere adeguatamente remunerato. L'altro impegno comune deve essere di competere con giganti tecnologici internazionali che non sempre rispettano le stesse regole del gioco e hanno una forza di comunicazione superiore alla nostra. Concludo affermando che alcune azioni commerciali possono portare risultati nel breve periodo ma essere dannose nel medio-lungo”.

E’ un appello alla chiarezza quello che arriva invece da Ernesto Mazzi, presidente di Fiavet Lazio, che rileva come “il nuovo quadro commissionale sembrerebbe aggiungere complessità ad una situazione che anche precedentemente non sempre è stata chiara, soprattutto per le destinazioni intra-Ue. Mi auguro che il nuovo contesto possa risultare effettivamente premiante per i dettaglianti che intendano seguire i marchi del gruppo ed allo stesso tempo nutro la speranza che i tanti validi tour operator presenti in Fiavet possano raccogliere la sfida commerciale”. Mazzi conclude con una considerazione sull'outlook polarizzato che sta via via caratterizzando il settore: “Resta forte la preoccupazione che la concentrazione di tanti importanti marchi in pochi gruppi possa condizionare non positivamente la distribuzione agenziale”.


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