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Uvet e la regola del rispetto

22/11/2019 09:16
"Agiamo dalla base", afferma Andrea Gilardi dalla platea del Biz, spiegando di voler difendere, spronare e aiutare le agenzie. Il manager lancia messaggi e si toglie qualche sassolino - di Stefania Vicini

"Siamo un network bottom up, che agisce dalla base". Andrea Gilardi, direttore generale Uvet Travel System, ha dato questa definizione della rete, a voler sottolineare di essere una realtà che ascolta le sue adv, che le difende, le sprona e le aiuta, se occorre. 

Più volte in occasione della convention "Caro diario", il manager nell'illustrare novità o migliorie apportate al proprio paniere d'offerta, tra servizi e prodotti, ha messo in luce che i passi fatti sono stati in base alle richieste espresse dalle affiliate o ai loro suggerimenti. Ascoltare la base, quindi. 

I due pilastri

Sono due i "pilastri" su cui si basa il pensiero di rete, "due elementi fondamentali da rivendicare con forza, cioè tenacia e rispetto, che non può mai mancare, nel nostro settore che vive momenti di discontinuità non è sempre scontato, tra i player dell'industria deve essere presente". Poi Gilardi fa un passo in più e lancia un messaggio, preferisce leggerlo, il testo è proiettato sullo schermo in modo che tutti i presenti lo passano vedere, ci tiene che sia "un messaggio chiaro". Lo legge come se fosse una poesia, che richiede la giusta intonazione. Si crea attesa, quindi, per conoscerne il contenuto. Il messaggio recita così: "Ci sono voluti più di dieci anni per arrivare a minacciare il ruolo delle agenzie di viaggi, che con le proprie lotte radicali avevano messo in discussione il sistema della produzione, della distribuzione e del lavoro. Infatti, per arrivare a questo è stato necessario per alcuni trasformare completamente il ciclo di produzione e del pricing, è stato necessario diminuire la consistenza numerica delle agenzie di viaggi per togliere ad esse l'egemonia sociale e politica". 

La numerica

Poi il discorso passa sul fronte dei numeri, ad oggi Uvet Travel System conta 900 adv fisiche e 750 partite Iva. "Siamo tornati a crescere tra nuove acquisizioni di adv, che non compriamo", ci tiene a precisare il manager, "e qualche disdetta". I numeri parlano di un +7% come crescita netta, con la previsione di un +10% per l'anno prossimo.
C'è poi un altro sassolino che il manager si toglie ed è quello relativo al fatto che "più della metà delle adv che non faranno più parte del network se ne sono andate dal mercato, hanno tirato giù la saracinesca", il che vuol dire che non sono migrate in altre reti o fatto scelte di indipendenza, ma semplicemente che il mercato sta vivendo "un momento di meno adv presenti sul territorio e le politiche odierne non aiutano", asserisce. 

L'insegnamento della storia

Infine, cambia registro, si esprime per metafore prese in prestito alla storia per affermare che "durante la II Guerra Mondiale, gli alleati mapparono i fori di proiettile negli aerei colpiti dalla contraerea nazista. La deduzione logica degli ingegneri e dei costruttori fu quella di rinforzare le aree maggiormente colpite, al fine di blindare ulteriormente i velivoli, dando loro maggiore resistenza al fuoco nemico". Perchè fare riferimento alla storia? Semplice, per introdurre il concetto di "pregiudizio di sopravvivenza", ossia la tendenza a "concentrarsi sulle cose sopravvissute anzichè pensare a quelle che non lo sono". Trasferendo il concetto nell'ambito della politica del network, vuol dire non concentrarsi sulle "adv più virtuose, ma il nostro essere network deve essere basato sull'analisi delle adv che non ce l'hanno fatta per permettere a chi c'è di andare avanti". Poi aggiunge: "I nemici, il mercato ne è pieno, mirano nella direzione dell'aereo, siamo in un fuoco incrociato, bisogna essere bravi a tornare alla base", afferma, "la scelta è vostra", dice alle adv in sala, facendo capire che alla fine sono loro che decidono dove stare, con chi affiliarsi, chi e cosa vendere, non il mercato, non il settore, ma le adv. 

Stefania Vicini


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