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Temi caldi di settore: Fiavet fa appello all’unità con Assoviaggi e Aidit

22/11/2019 10:52
Centrale il tema della legalità e dell’abusivismo, ma si invoca anche una collaborazione unitaria sul contratto di viaggio

“Dobbiamo smettere di parlare al nostro ombelico e confrontarci con il mondo reale in maniera costruttiva; le istituzioni, sono i nostri interlocutori in grado di fornire gli strumenti che necessitano alla nostra attività quotidiana”, Ivana Jelinic, presidente Fiavet, ha fatto un appello all’unità nel confronto con Assoviaggi e Aidit, all’Open Forum di Salerno, “Le agenzie di viaggio protagoniste del mercato turistico” in cui sono state prese in esame le problematiche più importanti del settore.

Centrale il tema della legalità e dell’abusivismo, in cui Infotrav avrebbe un ruolo risolutivo secondo tutte le associazioni. “Infotrav o si rifà o si corregge” asserisce Cesare Foà, in rappresentanza di Aidit. “Così com’è, non serve – afferma Foà – andrebbe aggiornato quotidianamente e per farlo occorrono risorse”.

“Quello che è naturale in altri Paesi per noi è frutto di una lotta strenua, sia per le regole, sia per i controlli”, afferma Gianni Rebecchi, presidente Assoviaggi. Le posizioni Fiavet, sono orientate anche al consumatore. Federico Tagliolini, presidente Fiavet Umbria, infatti dice: “Il consumatore non sa nulla di quanto l’agenzia viaggi sia stata controllata, il passo in avanti attuale, quindi, deve essere quello di far riconoscere all’utente finale quale è l’agenzia che è in regola da quella che non lo è”.

Il presidente di Fiavet Sicilia, Giuseppe Cimminisi, porta la sua testimonianza della certificazione di qualità, avallata dalla Regione stessa, ma contrastare l’abusivismo resta sempre un problema: “Abbiamo 5 abusivi per ogni agenzia regolare”.

Altro tema preso in esame è stata la figura dell’agevolatore turistico, di competenza regionale, riferita alla normativa pacchetti. “L’agevolatore turistico - spiega il legale Fiavet, Federico Lucarelli - riporta ad un’impresa che agevola i servizi turistici collegati e chi può essere questa impresa se non l’agenzia di viaggi? Nella sua veste di agevolatore mette a disposizione la sua professionalità, ma non risponde della tutela sul suo stesso servizio offerto, perché non si tratta di pacchetto turistico, anche se, a tutti gli effetti, potrebbe essere considerato tale il prodotto che offre”.

Fiavet invoca inoltre una collaborazione unitaria anche sul contratto di viaggio. “Il contratto che sottoponiamo al cliente, tutela sia noi sia lui, e ci riguarda tutti; se ogni associazione prospetta al ministro proposte diverse, il ministro sceglie l’una o l’altra e uno di noi ha perso per l’intera categoria”, asserisce la presidente di Fiavet.

L’avvocato Lucarelli specifica: “Abbiamo presentato un contratto che è conforme alla normativa, e verificato dalle stesse associazioni di consumatori”. Il legale coglie quest’occasione per fare osservare che la disciplina di esercizio delle imprese è di competenza normativa regionale, mentre il contratto di viaggio è di competenza dello Stato. Quella che si cerca, infatti, è una uniformità per la regolamentazione del direttore tecnico di agenzia.

A questo proposito Gianni Rebecchi asserisce che oltre a cercare il confronto con le istituzioni occorre comunicare l’impegno delle associazioni. “Le mutazioni del mercato devono essere seguite da regole – afferma Rebecchi - abbiamo bisogno di uniformità: uno dei problemi principali che non ci permettono di lavorare è la poca chiarezza dell’ordinamento del nostro sistema”. “Abbiamo un codice del turismo nazionale e poi abbiamo 20 regioni che devono applicarlo – insiste Rebecchi –, se ogni Regione lo recepisce nei propri ordinamenti diversamente e in tempi dilatati rischiamo di avere una competizione non corretta”.

Dobbiamo cambiare il passo e prendere consapevolezza di noi stessi, dobbiamo ritornare al centro del mercato attraverso tante voci in un unico coro”, conclude Ivana Jelinic.


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