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Lufthansa svela la sua "ricetta" per Alitalia

17/12/2019 11:52
Ristrutturazione, liquidità adeguata e alleanze, questo chiede e questo vuole il gruppo tedesco per poter investire nella compagnia

Non prima di giugno 2020, dovrebbe essere questo il timing entro il quale dovrebbe essere formulata una proposta di Lufthansa per Alitalia, come si legge su Corriere.it, ma prima viene ribadito che dovrebbero verificarsi alcune condizioni. Una di queste è una ristrutturazione profonda, oltre a ulteriore liquidità per fronteggiare le spese extra, come cifra si parla di almeno un miliardo di euro. Il Corriere della Sera ha appreso le informazioni da quattro fonti governative e tedesche, a loro dire i 400 milioni di euro di ulteriore prestito ponte non sono sufficienti con l’attuale configurazione della compagnia, a fronte anche del fatto che la cassa è scesa a 270 milioni. In sintesi il messaggio è chiaro, solo in presenza di un’Alitalia in utile, il vettore tedesco può prendere in considerazione l'idea di investire.

La parte tedesce ha illustrato la sua posizione all'Italia, cioè al premier e al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Ciò che le interessa è solo la parte aviation, cioè trasporto passeggeri e cargo, non i servizi di terra o la manutenzione. Una richiesta che, come si può intuire, indurrebbe il commissario unico, Giuseppe Leogrande a lavorare all'ipotesi spezzatino

In tema flotta e dimensioni, l'idea di Lufthansa è che si debba ridurre a 90 aerei, rispetto gli attuali 113, il che comporterebbe diversi esuberi, fa presente il quotidiano, oltre ad un taglio delle rotte non profittevoli. L'a.d. del gruppo, Carsten Spohr, durante l'incontro con Patuanelli, ha fatto presente che i costi di Alitalia sono troppo alti, il modello di business non funziona e che non ha i partner giusti. La "ricetta" di Lh? Sono tre parole: ristrutturazione, liquidità adeguata e alleanze. Attenzione però, perchè le prime due condizioni devono avvenire a prescindere da Lufthansa, invece l’alleanza con Francoforte arriverebbe a fronte di un vettore risanato o sulla buona strada per esserlo. 

Dal canto suo la parte tesca non ha fornito indicazioni sugli esuberi, ma ha detto che più si abbattono i costi, più le rotte diventano profittevoli e quindi meno persone restano a casa, questo in sintesi il ragionamento fatto. in pratica spetterà al commissario unico e ai sindacati decidere in merito al tema esuberi. A gestire il dossier Alitalia è Joerg Eberhart, presidente e a.d. di Air Dolomiti, il manager, scrive la fonte, conosce molto bene i sindacati italiani. 

I vertici di Lh hanno offerto al ministro Patuanelli l’adesione di Alitalia nel programma di fedeltà Miles & More, il codeshare sui voli tra i mercati di riferimento, cioè Germania, Italia, Austria, Svizzera, Belgio, l’ingresso nella joint venture transatlantica con United e in quelle asiatiche con Air China e All Nippon Airways.

 


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