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Stati Uniti, Trump pensa a un nuovo "travel ban"

13/01/2020 09:26
Il governo Usa prepara una versione più estesa del divieto di ingresso da Paesi considerati potenzialmente pericolosi per la sicurezza nazionale: sarebbero 7 le "new entry". E' polemica

Un nuovo travel ban verso un numero ancor più rilevante di Paesi del mondo, in previsione di una campagna elettorale incentrata ancora una volta sull’immigrazione. E’ questa l’ipotesi allo studio del governo di Donald Trump secondo una serie di fonti di stampa statunitensi.

Un documento in tal senso - e che l’Associated Press ha avuto modo di consultare indirettamente - sta circolando alla Casa Bianca: tuttavia, i nomi dei Paesi che sarebbero coinvolti nella nuova decisione sono ancora secretati. Trapela però che il provvedimento riguarderebbe altri sette Paesi principalmente a maggioranza musulmana, in continuità con l’ultima iterazione del ban, che riguarda Iran, Libia, Somalia, Siria e Yemen, insieme a Venezuela e Corea del Nord. L’originario divieto includeva anche Iraq, Sudan e Ciad, poi depennati dalla lista dopo un pronunciamento della Corte Suprema.

"Il travel ban ha avuto molto successo nella protezione del nostro Paese e nell'innalzamento della sicurezza in tutto il mondo - ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Hogan Gidley -. Anche se non ci sono nuovi annunci in questo momento, il buon senso e la sicurezza nazionale impongono che se un Paese vuole partecipare pienamente ai programmi di immigrazione statunitensi, dovrebbe anche rispettare tutte le misure di sicurezza e antiterrorismo e non desiderare di importare negli Usa il terrorismo o qualsiasi altra minaccia alla sicurezza nazionale".

“Un altro Muslim Ban, la stessa amministrazione xenofoba - ha commentato Pramila Jayapal,  membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato di Washington -. Un divieto esteso ad altri Paesi peggiorerebbe le relazioni con molte nazioni del mondo, e non renderà in alcun modo il nostro Paese più sicuro: provocherà un'ondata di rifugiati, ci metterà contro gli alleati e darà agli estremisti altri elementi per la propaganda”


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