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Redditività, una sfida sempre attuale

28/02/2020 10:44
Tra i punti critici del settore c'è il costo del lavoro. La voce è circa il 37% su quello che produce un t.o. In crescita del 30% sull'incidenza dell'anno precedente - di Stefania Vicini

Redditività tra i campi di battaglia di oggi per adv e t.o. Ancora di più in questo momento dove la situazione è resa più complicata dall'effetto coronavirus. Qual è lo sforzo che dovrebbero fare gli operatori nel loro conto economico? Il consulente fiscale, Pierluigi Fiorentino non ha dubbi, "la voce del costo del lavoro è uno dei più alti, circa il 37% su quello che ha prodotto il tour operator". A detta del consulente è "eccessivo per un settore che vedrà sempre di più crescere la parte tecnologica". Il dato emerge a seguito dell'analisi che Fiorentino ha fatto dei conti economici di 50 società che nel 2018 hanno prodotto ricavi complessivi per 7,55 miliardi. Il tutto in un quadro internazionale che vede il valore della produzione dei principali tour operator europei a quota 75 miliardi di euro e  l’Italia collocarsi in terza posizione. 

Cosa si deve fare, quindi, cambiare il modello di business del tour operator? La risposta del consulente è "cercare soluzioni per ridurre il costo del lavoro, che è in crescita del 30% sull'incidenza dell'anno precedente". Attenzione, "non sono le retribuzioni che sono cresciute, è la componente degli oneri sociali che è troppo elevata". Michele Serra, presidente Mistral Tour e Quality Group, ha le idee chiare in merito, "siccome non posso abbassare le tasse, investo sull'informatica e riduco le spese - dice -. Puntiamo alla sofisticazione del prodotto in modo che possa essere venduto al suo valore, per farlo si punta sulle persone, la tecnologia è un supporto, il personale è il nostro valore che deve a sua volta generare valore aggiunto".

La crisi messa a budget

Come si reagisce alla crisi, non solo quella legata al discorso di emergenza sanitaria scoppiato in questi ultimi giorni, ma intesa in termini più generali? Serra dà la sua ricetta, fermo restando che Quality Group è una realtà sempre portata a modello avendo una progressione degli utili nel suo conto economico. Una sorta di caso anomalo nel panorama del tour operating italiano, per le analisi si devono "spulciare nove bilanci per la redditività, si devono sommare gli utili di nove t.o. e sono molto interessanti", commenta il manager. Quello del Quality è un modello studiato "per reggere in caso di forte tensione. Sto interpretando la sfida di quest'anno come ulteriore crash test - afferma Serra -. La crisi viene messa in budget e Quality Group è nato un po' anche per questo motivo, per condividere o ammortizzare la crisi di una determinata area del mondo spalmandola altrove". 

La valutazione del network

Quali scelte fa, invece, un network? Nel caso di Welcome Travel, Alpitour e Costa rappresentano circa il 60% del volume d'affari prodotto dalla rete, l'altro 40% è realizzato con i partner storici di Welcome (18 contratti). Secondo quanto asserito dall'a.d. Adriano Apicella, si tratta di un panel "stabile, raramente introduciamo nuovi operatori, quelli che ci sono li conosciamo molto bene in termini di volumi e bilanci". Non solo, la normativa è venuta in aiuto, nel senso che "la direttiva pacchetti ci ha aiutato a valutare la solidità di un fornitore. Il fattore importante - sottolinea Apicella - è la conoscenza della struttura del tour operator".

Monitorare la redditività

In questo contesto qual è il ruolo di una associazione di categoria? La domanda va a Fto e il direttore nazionale, Gabriele Milani non esita ad affermare che "un'associazione può fare tanto anche sul tema della liquidità, soprattutto per i momenti di crisi". Concretamente vuol dire "insegnare alle adv e ai t.o. come monitorare la redditività, intervenire sulle istituzioni per chiedere che certe voci di spesa siano contenute - spiega Milani -, come quanto fatto sulle carte di credito". Bisogna tenere presente che far parte di una associazione europea vuol dire fare i conti con una realtà dove nascono "regole, ma anche pericoli, che vanno ad incidere sul conto economico dei diretti interessati". L'obiettivo resta quello di portare sempre di più le adv a dotarsi del fondo di garanzia, in modo tale che "tra un anno non sia più il 30% a non avere la copertura, ma l'1%", dice Milani.
Sul tema normativa pone l'accento anche Apicella, ricordando l'importanza della corretta compilazione del contratto turistico in ogni sua parte, che deve prevedere quelli che sono "gli aspetti fondamentali, tra cui l'indicazione del fondo di garanzia del tour operator, i suoi dati e contatti", solo per menzionare alcuni aspetti, in modo tale che l'adv non rischi di diventare organizzatore, "perchè avrebbe la diretta responsabilità sul cliente finale. Si devono sensibilizzare le agenzie all'uso dei contratti corretti, spiegando quali utilizzare".
Le adv, dal canto loro, "sono sopravvissute a diversi eventi - osserva Milani -, hanno subito gli effetti della riduzione drastica dei margini, ma tutto ciò non deve accadere, anche perchè ci si confronta con una spesa media dei consumi che non è a doppia cifra". Volumi sì, quindi, ma "accompagnati dalla giusta redditività". Una situazione che "si risolve anche andando a cercare nuovi clienti". Ed è la filiera che lo deve fare, "professionalità, sicurezza e assistenza sono i tre fattori con cui farlo", asserisce il manager.

Stefania Vicini

 

 


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