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Anche i pellegrini restano a casa

10/03/2020 16:34
In crisi anche il turismo religioso: l’agenzia Sir comunica lo stop a visite nei luoghi di pellegrinaggio di alcune agenzie leader, per un settore che genera circa 6 milioni di presenze annue

L'emergenza coronavirus mette in crisi il turismo religioso nei circa 1.500 santuari, 30.000 chiese, 700 musei diocesani, e migliaia di monasteri e conventi italiani. Lo scrive l'agenzia Sir in un lungo resoconto dedicato all'impatto del diffondersi della malattia su uno dei settori chiave dell'economia italiana.

L’espidemia sta andando ad intaccare, man mano che si avvicina la Pasqua e con essa la prima grande stagione degli spostamenti a scopo religioso, quel mondo che attualmente genera circa 6 milioni di presenze annue (di cui 3,3 milioni di presenze straniere e 2,3 milioni di presenze legate al mercato italiano).

Lo stato di crisi del settore è stato confermano al Sir da alcune delle principali agenzie italiane leader nel settore dei viaggi culturali e di carattere religioso e di pellegrinaggi, come Brevivet e Duomo Viaggi.

Da Brevivet hanno dichiarato: “Si naviga a vista perché la situazione cambia con grande velocità. Questo, poi, è un periodo durante il quale si raccolgono iscrizioni, prenotazioni e conferme per le diverse destinazioni, nazionali ed estere, da parte di singoli, gruppi e diocesi. Per santuari come Lourdes e Fatima è ancora presto ma il problema si sente già. E davanti abbiamo la Pasqua, un periodo privilegiato per i pellegrinaggi”.

"Nelle persone con cui siamo in contatto per organizzare viaggi e pellegrinaggi prevale un sentimento di prudenza ma soprattutto di smarrimento dovuto al fatto che le informazioni, vere o presunte che siano, si accavallano in continuazione creando confusione”, ha dichiarato Giorgio Trivellon, amministratore delegato di Duomo Viaggi. “Da parte nostra cerchiamo di tenere costantemente aggiornati i nostri clienti sugli sviluppi del coronavirus dando solo e soltanto informazioni ufficiali che provengono dalle nostre associazioni di categoria o direttamente dalle disposizioni attuative delle ordinanze ministeriali o regionali".


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